Smart, ma non solo smart. Per affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e invertirne un trend di cui sono in larga parte responsabili, infatti, le città del nostro più prossimo futuro sono chiamate ad avere anche altre caratteristiche. Per esplorare le tante dimensioni di una transizione che, puntando alla sostenibilità dei modelli di sviluppo e alla resilienza dei sistemi urbani, coinvolge attori pubblici e privati, il Gruppo Hera ha organizzato a Bologna un convegno. Il titolo “Re-inventing the city: smartness and resilience to face new challenges”, dove sono stati illustrati i risultati raggiunti dalla multiutility rispetto ai diversi obiettivi per la sostenibilità raccolti nel bilancio di sostenibilità (CONSULTABILE QUI).

Il programma e gli interventi

Durante l’evento, andato in scena partire dalle 14.30 negli spazi della sede bolognese di Hera, non hanno parlato solo i vertici del Gruppo. Tante infatti le voci autorevoli provenienti dal mondo dell’università, dell’impresa e delle istituzioni. Fra queste Paul Romer, Premio Nobel 2018 per l’Economia e professore alla NYU Stern School of Business, l’architetto Stefano Boeri, il Global Ambassador delle B Corp Marcello Palazzi, Paola Viganò – professore ordinario all’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne e all’Università IUAV di Venezia, il Sindaco di Bologna Virginio Merola e l’Ex Sindaco di Bogotà Antanas Mockus. Ad aprire i lavori è stato, dopo Ludovica Nasti, Tommaso Tommasi di Vignano, presidente esecutivo di Hera. Prima di una canzone per il clima intonata dal celebre Piccolo Coro “Mariale Ventre” dell’Antoniano, Stefano Venier, amministratore delegato di Hera, ha chiuso il tutto.

Hera e la sostenibilità

Impegnata sul campo per consolidare sostenibilità e resilienza delle città che insistono sui territori serviti, Hera ha così rilanciato il dibattito. Il ruolo guida che spetta ai centri abitati nella transizione verso nuovi modelli di sviluppo. L’iniziativa si è inserita nella scia di importanti esperienze internazionali culminate proprio a Bologna, nel 2017, con la redazione della Carta di Bologna per l’Ambiente. I sindaci e i rappresentanti delle città metropolitane l’hanno firmata. Alla definizione dei contenuti ha contribuito anche la stessa multiutility.