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Gabriele Dellea degli Ethuil è un ragazzo dalla voce allegra e al contempo ferma e decisa. E’ gentile e disponibile. Ha 28 anni, ma la sua giovane età non gli impedisce di pensare ‘da grande’. “Anziché vivere il momento, a volte stai con il telefono in mano e non ti rendi conto cosa cerchi…”, racconta a TimeMagazine.

Gabriele si avvicina alla musica fin dalla giovane età, cominciando fin da subito a esibirsi in manifestazioni locali. Contemporaneamente si dedica alla composizione dell’organo suonando per anni in celebrazioni liturgiche. All’età di 13 anni intraprende anche lo studio della chitarra e del canto. Nel 2018 si unisce a Giada e Paolo con i quali forma il gruppo Ethuil. Un trio pop da poco tornato in radio e digitale con “Illusione” (https://bit.ly/3dtvds9). Un brano pop-elettronico dal testo provocatorio. Racconta, infatti, la perdita di coscienza della realtà e il conseguente aumento spropositato della vita virtuale, mettendo in risalto la dipendenza dai social network e la relativa mancanza di contatto con il mondo esterno.

Cosa ci racconta Gabriele Dellea di Illusione, come nasce?

“Illusione è un’idea legata al modo in cui ci sentivamo in un momento particolare tra la pandemia e il mondo che sta andando in una direzione di totale virtualità. A volte, anziché vivere il momento, stiamo con telefono in mano, sei lì con il cellulare e non ti rendi conto del perché, di cosa stai cercando. Con Illusione non vogliamo dare ricette su come vivere, noi mostriamo ciò che vediamo e lo riportiamo nella canzone per farci delle domande”.

Lei ha iniziato molto presto molto presto nel mondo della musica. Racconti…

“Vengo da una famiglia di musicisti. Mio nonno e il bis suonavano l’organo in chiesa. Io sono cresciuto con le canzoni di De André e Battisti che piacevano a mia mamma. Il primo approccio alla musica per me è stata un’esigenza non un’imposizione. Volevo far uscire la musica da quell’oggetto che vedevo (la chitarra). Poi ho suonato anche il pianoforte e l’organo. La mia prima esibizione è stata in chiesa suonando l’organo. Poi…”.

Dica…

“Crescendo ho sentito che per me la musica era anche energia. Mi dava emozioni. Successivamente ho iniziato ad approcciarmi a musica diversa più istintiva come il rock, il punk e ho capito che avrei dovuto allargare il mio bagaglio musicale in altre direzioni. Ma il vero snodo è stato quando avevo tra i 13 e i 14 anni sentendo Smells Like Teen Spirit dei Nirvana che mio cugino stava suonando in sala prove. Ascoltando Smells Like Teen Spirit ho sentito un impulso di energia mai sentito prima. Ed è in quel momento che ho iniziato con la chitarra elettrica. Ora scindo la parte musicale della mia infanzia con una musica più istintiva più rock”.

Progetti futuri degli Ethuil e quindi anche di Gabriele Dellea

“In questo momento siamo molto presi con la produzione di molti brani. La pandemia ci ha fatto scrivere tanti nuovi pezzi. Questo nasce anche dal fatto di non aver potuto suonare durante le chiusure. Quindi, ripeto stiamo cercando di produrre tutti i brani. Mentre nel 2022 speriamo per il live…”.

Gabriele Dellea com’è stato durante le chiusure legate al Covid?

“Personalmente l’ho vissuto molto male questo periodo, soprattutto per quanto riguarda l’imposizione nella mobilità. Io ho esigenza di vivere in maniera spericolata, per me è vitale poter uscire quando lo richiede la mia persona… E invece son dovuto stare chiuso in casa. Se non ci fosse stata la musica, intendo a livello di composizione, non so… è facile perdersi. E lo dico in generale, credo riguardi tutti”.

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