Sigaretta, foto Pixabay

Fumare, si sa, fa male. E fa male anche alle persone che ci circondano, sempre più costrette a subire inermi. In questo quadro d’insieme si inseriscono, però, soluzioni alternative. Tipo quella di Vaporart e dei suoi liquidi di purezza di grado farmaceutico.

Sigarette elettroniche, perché si è perché no

C’è da dire che le sigarette elettroniche non sempre trovano tutti d’accordo. Alcuni le reputano inutili, altri addirittura dannose. Spesso si viaggia su questi principi anche per ignoranza. E niente fa più male dell’ignoranza. Ora, però, c’è un interessante video promozionale realizzato da Le Iene in collaborazione con Vaporart. Dove si riesce a comprendere anche i bisogni dei bambini figli di fumatori. Intervistato da la Iena Matteo Viviani, hanno stupito i genitori presenti nella stanza accanto. C’è chi evita di baciare il papà perché sa di tabacco. C’è chi si preoccupa e, in generale, a chi la sigaretta fa schifo.

L’esperienza di Vaporart

In questo quadro s’inserisce l’esperienza di Vaporart, azienda produttrice di liquidi aromatizzati per vaporizzatori personali. Nata nel 2013, produce, sperimenta, confeziona e distribuisce con sede in Lombardia. I prodotti utilizzati per comporre i liquidi sono di purezza di grado farmaceutico e con Certificazione Europea FU e EP. Analizzati presso il laboratorio di Tossicologia Forense di Milano e altri laboratori certificati.

I vantaggi

Liquidi che non contengono nicotina e il cui consumo tramite vaporizzatori personali è da ritenere di gran lunga meno nocivo rispetto al consumo di sigarette tradizionali. Sicuramente smettere di fumare è la migliore. Lo stesso Matteo Viviani, nel servizio per Le Iene, ha dimostrato che tutti i liquidi vaporizzatori acquistati con e senza nicotina, non contenevano concentrazioni di metalli pesanti tali da poterli ritenere dannosi. I liquidi Vaporart sono di purezza di grado farmaceutico.


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Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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