#FORUMAutoMotive

#FORUMAutoMotive, il movimento di opinione sui temi legati alla mobilità a motore promosso dal giornalista Pierluigi Bonora, ha fatto registrare un’altra tappa da record. Sono state oltre 18mila (18.246) le persone che, attraverso i diversi profili social Facebook, Twitter e Linkedin, hanno seguito l’evento promosso il 22 marzo scorso dal titolo “Filiera automotive: opportunità, nuovi equilibri e scenari”, che ha visto i rappresentanti delle Associazioni della filiera della mobilità e le principali società di consulenza specializzate su tematiche automotive, confrontarsi su argomenti di stretta attualità per il settore: le prime mosse del nuovo governo, le opportunità connesse al Recovery Plan e il possibile aggancio alla ripresa, il rifinanziamento degli incentivi, la proposta di una transizione “green” razionale e utile al rinnovamento del parco circolante.

#FORUMAutoMotive, interazioni

Oltre 600 le interazioni di un pubblico, sempre attento ai temi caldi e agli spunti e alle provocazioni lanciate nel corso del webinar. A scaldare l’audience digitale ci ha pensato il filo conduttore coniato per l’occasione – “la folle corsa all’elettrico” – un tema ormai destinato sempre più a dividere addetti ai lavori e non solo in “apocalittici e integrati”.

Le parole di Bonora

“I numeri registrati dall’ultima tappa, in termini di visualizzazioni e interazioni, certificano l’importanza del nostro progetto e, soprattutto, la credibilità che negli anni #FORUMAutoMotive ha acquisito, grazie al suo format innovativo, agli ospiti autorevoli, agli spunti e soprattutto le provocazioni con i quali riesce ad animare il dibattito”, il commento del giornalista Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive. “In questa occasione si è voluto andare controcorrente, facendo emergere per poi analizzare tutte le perplessità e le preoccupazioni relative alla “folle corsa” verso una mobilità puramente elettrica con l’intenzione, sulla carta, di azzerare le vendite di veicoli a combustione interna entro il 2030. Inoltre, perché non si parla mai dei piani di eco-sostenibilità che vedono impegnata, attraverso fortissimi investimenti già in corso, l’industria petrolifera? Decretarne, fin da ora, la fine prossima, rappresenta un passo molto azzardato e pericoloso per i risvolti sull’economia mondiale”.

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