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Oggi 2 giugno è la Festa della Repubblica. Tra l’altro proprio in questo 2021 ricorrono i 75 anni della Repubblica italiana. Nonostante questo importante compleanno l’evento sarà scandito da festeggiamenti ridotti a causa della pandemia. Infatti, per il secondo anno consecutivo la parata militare in via dei Fori Imperiali a Roma non si svolgerà. Mentre sono previste le Frecce Tricolore. Stasera, invece, alle 19.30 su Rai Uno è in programma il discorso di Sergio Mattarella, che in mattinata deporrà una corona d’alloro al Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Festa della Repubblica, la prima celebrazione nel 1947: cenni storici per ricordare

La storia racconta che nella giornata del 2 giugno e la mattina del 3 giugno 1946 ebbe luogo il referendum per scegliere fra monarchia o repubblica. I voti in favore della repubblica furono circa due milioni più di quelli per la monarchia. Da ricordare che, la prima celebrazione della Festa della Repubblica Italiana porta la data del 2 giugno 1947, anno successivo al referendum. Ma solo il 2 giugno del 1949 fu definitivamente dichiarata festa nazionale.

Festa della Repubblica, l’articolo 1 della Costituzione italiana

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.» L’articolo 1 fissa in modo solenne il risultato del referendum del 2 giugno 1946: l’Italia è una repubblica.

Festa della Repubblica, come funziona lo Stato italiano

Il sistema o ordinamento politico della Repubblica Italiana è un sistema politico improntato a una democrazia rappresentativa nella forma di Repubblica parlamentare. Lo Stato è organizzato in maniera centralizzata e in base a un significativo decentramento regionale.

Niente Italia ai discendenti maschi di Umberto II di Savoia, nel 2002 disposizione abrogata

In seguito al risultato del referendum del 1946 il re d’Italia Umberto II di Savoia, per evitare che gli scontri tra monarchici e repubblicani, manifestatisi già con fatti di sangue in varie città, si potessero estendere in tutto il Paese, il 13 giugno, lascia l’Italia e va in esilio in Portogallo. In seguito, ovvero dal 1º gennaio 1948 con l’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica, viene proibito ai discendenti maschi di Umberto II di Savoia l’ingresso in Italia. La disposizione è abrogata nel 2002.

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