Farmaci biologici
Farmaci biologici

Valutare gli aspetti peculiari dei farmaci biologici, che negli anni hanno consentito a milioni di pazienti di beneficiare di terapie per molte patologie, spesso gravi e di complessa gestione, dall’utilizzo ospedaliero alla prosecuzione del trattamento sul territorio dopo la dimissione. Questo il tema del Convegno ‘Farmaci biologici: continuità terapeutica tra clinica e governance’.

Il convegno sui farmaci biologici

MOTORE SANITA’ ha organizzato l’evento. Grazie al contributo incondizionato di SANOFI, alla presenza dei vari attori della filiera. Tra questi clinici, farmacologi, medici di medicina generale, farmacisti sia territoriali che ospedalieri, farmaco economisti, rappresentanti delle associazioni pazienti ed istituzioni, per provare a trovare il giusto equilibrio fra esigenze cliniche e sostenibilità del sistema sanitario e la visione del paziente.

Dichiarazioni

“I farmaci biologici hanno rivoluzionato la terapia medica in molte malattie tra cui il cancro, le malattie reumatiche, l’asma e l’ipercolesterolemia. Alla scadenza dei brevetti hanno sviluppato farmaci molto simili denominati Biosimilari. Alla base dello sviluppo dei biosimilari c’è la stessa idea per cui sono prodotti i farmaci generici. Fornire un’alternativa più economica al paziente quando scade il brevetto. Un biosimilare e il suo originatore, essendo ottenuti mediante processi produttivi differenti, non sono uguali. Sono solo simili in termini di qualità, efficacia e sicurezza. Tuttavia, le agenzie regolatorie (FDA ed EMA) assicurano che l’approvazione dei farmaci biosimilari garantisce la stessa efficacia e sicurezza degli originatori”. Lo ha dichiarato Francesco Scaglione, Direttore scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica.

“I biosimilari di enoxaparina rappresentano, tra questi medicinali biologici, i farmaci che si rivolgono alla platea di pazienti più ampia da quando tale categoria di prodotti biotecnologici ha fatto la sua comparsa in Italia. L’eparina a basso peso molecolare, come enoxaparina, viene impiegata in un ampio spettro di malattie vascolari, arteriose e venose. Con una dinamica di impiego che varia profondamente rispetto ai biosimilari finora introdotti in commercio. Infatti, l’eparina a basso peso molecolare ha finito con l’essere impiegata per breve periodo in pazienti la cui necessità del farmaco è in qualche modo urgente ed “estemporanea”. E assai meno prevedibile rispetto a quanto avviene per altri pazienti in cui i biosimilari vengono usati (per esempio l’insulina per i diabetici o i pazienti con artrite reumatoide)”. Lo ha detto Claudio Cimminiello, Direttore Centro Ricerche e Studi, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare.