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Opportunità di incontro per tutti gli studenti d’Europa. Giovedì 15 ottobre Twitter sarà infatti utilizzato da rappresentative scolastiche provenienti da Italia, Germania, Francia, Regno Unito, Irlanda e Spagna per sostenere una conversazione di portata mondiale sull’istruzione. Si contano oggi più di 170 istituzioni aderenti all’Education Day, la quale sulla nostra penisola vedrà partecipare numerose università.

Gli atenei coglieranno infatti l’occasione per discutere col grande pubblico, formato non solo dagli studenti, ma pure di tutti gli altri utenti della piattaforma sociale, con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca che promuoverà il progetto direttamente dal proprio profilo @MiurSocial. L’occasione sarà dunque il pretesto ideale per consentire ai ragazzi in prossimità del diploma di di orientarsi sul loro futuro. I temi dell’incontro accademici riguarderanno didattica, piani di studio, job placement e molto altro. Concetti impreziositi da interessanti aneddoti sulla loro storia, architettura sedi e laureati più illustri.

La tavola calda includerà tra le altre l’Università Bocconi, Università LUISS Guido Carli, l’Università degli Studi di Firenze, la LIUC – Università Cattaneo, l’Università di Pavia, l’Università Ca’ Foscari Venezia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’Università Europea di Roma, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti Milano, l’Università LUMSA, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Università degli Studi di Milano, l’Università di Siena, l’Università degli Studi di Foggia e l’Università per Stranieri di Perugia.

Per coinvolgere ulteriormente verranno intraprese inoltre iniziative ad hoc, come quella in programma all’Università Bocconi. Lo stesso 15 ottobre il rinomato ateno tratterà infatti delle storie di alcuni loro ex studenti e aprirà dalle 17.30 una sessione di domande e risposte con il rettore Andrea Sironi. Per tutti coloro che sono interessati all’evento, sarà possibile presenziare seguendo #EducationDay su Twitter.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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