Dora è la perfetta rappresentante di quella che viene definita WE GENERATION: una generazione caratterizzata dall’ottimismo e dalla determinazione, dal senso della comunità e dalla voglia di impegno verso la collettività, dalla tolleranza e apertura verso il nuovo e il diverso, dalla curiosità e creatività rispetto a ciò che la circonda. Dora è proprio come i suoi coetanei nel mondo: ottimista, determinata, impegnata verso la propria comunità e tollerante.

l’88% dei bambini di oggi si dichiara felice
l’89% afferma di cercare sempre di essere positivo
il 90% crede che può raggiungere qualsiasi obiettivo se si impegna
l’85% crede che la propria generazione abbia le potenzialità per cambiare il mondo in meglio
per l’88% è importante aiutare le persone nella propria comunità
per il 94% è una responsabilità delle persone proteggere l’ambiente
il 74% si descrive come tollerante e aperto e ritiene bello avere persone di nazionalità diverse nel proprio Paese
l’89% si definisce creativo

Dora appartiene ad una generazione che grazie alla TECNOLOGIA ha ampliato i propri confini e amplificato le proprie opportunità. Per Dora, come per i bambini di oggi, la tecnologia rappresenta un “facilitatore”, diventa un mezzo di SCOPERTA, CONOSCENZA e CRESCITA, potenzia le sue capacità ed abilita l’accesso ad un mondo illimitato che sconfina nella magia.
Per il 66% dei bambini essere connessi fa parte della vita quotidiana, come mangiare e dormire
Per il 71% avere accesso a Internet influenza il modo in cui percepiscono il mondo

Bambini immersi, quindi, nella tecnologia, ma anche fortemente radicati nel mondo reale e affamati di relazioni autentiche.
Per questo Dora, come i suoi coetanei, crede fortemente nel valore dell’AMICIZIA. E l’amicizia per i bambini di oggi continua a fondarsi sulla vicinanza fisica: si è amici con chi va nella stessa scuola, con chi abita vicino a casa e si può frequentare spesso. Quasi la metà dice di vedere i propri amici tutti i giorni, 4 su 10 dicono di vederli quattro/cinque volte alla settimana.
Dai propri amici ci si aspetta divertimento (per il 68%), gentilezza (per il 62%) ed affidabilità (per il 45%). Mentre l’aspetto fisico e la “popolarità” sembrano avere poca importanza (solo il 13% indica l’essere di buon aspetto come una qualità importante e solo il 12% indica l’essere popolari).

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi…