Digital Bros Game Academy

Presentazione ufficiale, a Milano, per l’inizio dei corsi della Digital Bros Game Academy, la prima scuola per sviluppatori di videogiochi. Conferenza stampa gremita, avvenuta nella prestigiosa cornice della sede storica di SIAM – la storica Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri partner del progetto, dove la stampa specializzata e non ha potuto apprendere dai docenti della scuola come agirà la stessa e cosa sarà la Game Academy nel futuro.

Geoffrey Davis, Direttore Generale, Digital Bros Game Academy: “Con questo progetto innovativo, non solo puntiamo a creare per i ragazzi italiani un punto di riferimento per la formazione nel Digital Entertainment, ma vogliamo agire come «mentor» per gli studenti, offrendo loro – grazie al contributo di professionisti accreditati del settore – una formazione completa nei diversi aspetti del business, opportunità di networking e soprattutto sbocchi professionali concreti”.

Raffaele Galante, Amministratore Delegato di Digital Bros: “Non solo profonda conoscenza del settore ma anche consapevolezza della creatività dei giovani italiani, già rappresentata in molteplici settori che incarnano il Made in Italy nel mondo. Siamo convinti che grazie al loro talento e al loro entusiasmo la Digital Bros Game Academy potrà diventare un nuovo hub tecnico e creativo di eccellenza, che contribuisca alla nascita di un ecosistema virtuoso in cui i talenti, le start-up e i nuovi specialisti potranno sostenere la crescita della competitività dell’Italia nel settore del Digital Entertainment, nutrendo una nuova cultura imprenditoriale nel mercato dei videogame, e non solo,.

Dopo Bruno Soresina, presidente della Siam, la parola è passata a Simone Magni, docente Game Designer della Digital Bros Game Academy. Ecco qui il suo messaggio:

Ludovico Cellentani, docente Game Developer della Digital Bros Game Academy, si espone così:

Le parole di Massimo Ribattezzato, Docente Artist & Animator della Digital Bros Game Academy:

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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