Delight
Delight

Nella periferia di Milano un nuovo locale decisamente sui generis per la provincia e dal tocco gourmet: a capo del progetto lo chef Fabio Zanetello. Un menu irriverente dai nomi giocosi che coniuga i sapori del nord Italia e della “cucina delle nonne” padane con i sapori fusion di tutto il mondo, frutto dei viaggi dello “chef vagabondo” che dopo numerosi anni come consulente e volto televisivo ha finalmente trovato casa a Corbetta, la cittadina natale. Una moderna trattoria alla milanese per appassionati gourmand. Delight, come la delizia del gusto che si inserisce nel solco della tradizione di ricette del nord Italia, per sentirsi a casa con una cucina gourmet. La luce è l’elemento chiave che accompagna il design del locale. Delight come diletto, piacere culinario, e “light”.

La filosofia di Fabio Zanetello

Si può dire davvero, in questo caso, di trovarsi davanti a un sapiente mix tra tradizione e innovazione. Ricette della tradizione più radicata del territorio, ingredienti autoctoni trattati con innovative tipologie di cottura ma anche tocchi proveniente dai poli opposti del globo, dall’estremo nord fino all’Oriente. Uno chef che ha iniziato la propria carriera nel mondo della mixology e degli alambicchi ha seguito poi il suo amore per i fornelli. Si può cenare al bancone (su prenotazione) sbirciando dalla cucina in stile industrial, tono su tono, ogni mossa dello chef. Ma attenti alle sue battute e al suo sarcasmo, che non mancano mai.

I menu

Tre menu degustazione da cinque portate (terra e mare) o da sette (a mano libera dello chef). Tanti piatti che raccontano di tradizioni e di esperienze da globe trotter, con nomi divertenti. “Di solito è dolce”, un antipasto di Cheesecake di stracciatella e composta al pomodoro; “Un milanese al mare” ovvero Risotto allo zafferano con ossobuco di calamaro; “Stai Camo! Tonno subito” ovvero Tonno alle mandorle, camomilla e wasaby con carote alla parigina; “Un taglio giapponese”, dove il tagliolino all’uovo con porcini è abbinato al fungo shiitake e alla soia. Per dessert non prendere d’esempio per tracciare l’esempio dell’intero menu “Era una torta di mele”, non la tradizionale torta di sempre, ma la sua versione a semifreddo, servita ed accompagnata da una salsa al cioccolato bianco, mirtillo con un crumble di parmigiano o, giocando sempre tra le portate la “ Dolcemente Norma” ovvero il Pacchero con ricotta senza lattosio, melanzana fritta, marmellata dolce di pomodoro e scaglie di cioccolato fondente.

Il design del locale e la locanda

“Un ristorante pensato per includere e avvolgere”. Lo racconta l’architetto Alessandro D’Andrea di Unica Arredamenti. “Dove l’accoglienza è la parola d’ordine: una luminosa cucina a vista, vero e proprio laboratorio di sperimentazione culinaria, rimane lo spettacolo permanente dello chef e della sua brigata all’opera”. La cucina Angelo Po, oltre al suggestivo scenario d’atmosfera è stata pensata in un’ottica sostenibile per ottenere il massimo risparmio energetico. Tavoli rettangolari in legno naturale si alternano ad altrettanti in marmo bianco di Carrara. pecchi, lampade ed un grande lampadario centrale, generano giochi di luce sono sono identificativi del ristorante, che insieme ai colori dal grigio antracite al bronzo generano l’ allusione al nome stesso.