Coronavirus
Coronavirus

Il Coronavirus sta mettendo in ginocchio il mondo delle ludoteche e parchi gioco. Il gruppo Parchi Gioco e Ludoteche Italia, costituitosi nelle ultime settimane, spinge per una riapertura che sarebbe di aiuto quest’estate per tutte le famigle.

Dichiarazioni

A parlare per tutti è stata Cinzia Castellazzi, titolare di una ludoteca a Trezzano sul Naviglio che all’inizio di marzo ha dato il via con alcuni colleghi alla creazione del gruppo. “Quando è iniziato il lockdown in tutta Italia ludoteche e parchi gioco hanno chiuso senza sapere quando avrebbero potuto riprendere l’attività, e l’incertezza permane. Molti di noi hanno già deciso di cessare l’attività perché è impossibile sostenere affitti e costi fissi. Se non potremo riaprire ancora per mesi, è realistico pensare che metà delle ludoteche e dei parchi gioco italiani non esisterà più dopo la pandemia. In tutta Italia stimiamo ci siano oltre 2.500 realtà in grande sofferenza, che muovono una forza lavoro di 20.000 persone. Tutte, al momento, senza prospettive e senza tutele”.

Emergenza Coronavirus

“Abbiamo scritto per chiedere innanzitutto regole certe, protocolli per la riapertura e interventi di sostegno economico, ma non solo, al governatore della Lombardia Fontana e poi al premier Conte e alla ministra Bonetti. Abbiamo lanciato la proposta di assumere un ruolo fondamentale nella realizzazione dei centri estivi. Le nostre strutture, da sempre destinate ad accogliere in sicurezza i bambini, possono essere messe a disposizione per questo servizio. Le scuole e gli spazi tradizionali non saranno sicuramente sufficienti per ottemperare alla necessità di distanziamento sociale. Quindi possiamo affittare i nostri spazi. Oppure possiamo organizzare le attività, grazie alle professionalità che sappiamo mettere in campo”.