Coronavirus
Coronavirus

C’è un problema, diretta conseguenza del Coronavirus, di cui si parla poco ma che coinvolge tante persone in tutto il mondo, anche italiane. Stiamo parlando delle cosiddette coppie binazionali, ovvero quelle in cui uno dei due componenti è un cittadino extra Ue.

Love is not tourism

Visto che di fatto al momento soltanto la Danimarca si è mossa per aiutare questo tipo di coppie, a livello internazionale è nato un vero movimento dal nome “Love is not tourism”. Esiste già la versione italiana che ha un sito che è già cliccatissimo. In HomePage viene fatta chiarezza sulla questione. “Le coppie italiane hanno dovuto pazientare pochi mesi per riabbracciarsi. Quelle residenti nell’Area Schengen hanno invece potuto solo di recente festeggiare il ricongiungimento. Per gli italiani che hanno intrapreso una relazione con un/una cittadino/a di paesi al di fuori quest’area non si intravede ancora la luce alla fine del tunnel. È per dare voce a queste coppie, anche loro affetti stabili seppure non coniugati, che nasce il movimento”.

Il modello danese

In buona sostanza il movimento chiede che i Paesi dell’Unione Europea si mettano letteralmente una mano sul cuore. L’esempio da prendere è quello appunto della Danimarca. Con quarantena obbligatoria (di 14 giorni), test COVID-19 a proprio carico e autodichiarazione, con prove che attestino la relazione, come foto, video e chat, i partner possono finalmente volare dal loro amato e ricongiungersi dopo l’emergenza Coronavirus.

Italia e Coronavirus

Germania, Francia, Austria, Paesi Bassi, Svizzera, Novergia, Repubblica Ceca, Finlandia e Islanda si stanno muovendo. In Italia invece solo alcuni parlamentari hanno sollevato il problema. La senatrice della Svp Julia Unterberger ne ha parlato durante il Question time in Senato proprio con il ministro della Salute Roberto Speranza. “Il governo si attivi per risolvere la problematica delle coppie e famiglie binazionali. Sarebbe opportuno che il Governo prenda provvedimenti affinché i soggetti interessati e rientranti nella categoria siano inseriti tra quelli esenti dal divieto di transito, dando così la possibilità a queste migliaia di coppie e famiglie di ricongiungersi dopo questa drammatica emergenza”.