Coronavirus
Coronavirus

Ai tempi del Coronavirus, come ormai si suol dire, tutto diventa più difficile. Anche chiedere un mutuo. Mutui.it e Facile.it hanno pubblicato un’analisi, condotta da Paolo Fiore, per aiutare chi si trova in questa condizione e deve capire che cosa può e non può fare in questo momento di emergenza.

Il Coronavirus e i mutui

Ovviamente il mercato immobiliare sta risentendo di questa situazione, con le richieste d’acquisto sono diminuite. Anche perchè non è possibile visitare gli appartamenti. Per sopperire a questo problema si sta provando con delle perizie a distanza, tramite foto e video. La Banca ovviamente deve dare un suo benestare e anche questo da ottenere può essere complicato visto che le filiali hanno ridotto la propria operatività, anche se gli istituti sono ritenuti un servizio essenziale. In caso di mutui, quindi, l’operatività è garantita solo nei casi di particolare urgenza.

In banca e dal notaio

Per accendere un mutuo sarà sempre necessario un incontro faccia a faccia e la firma su documenti cartacei. Ci può portare avanti comunque con delle consulenze a distaza. Uffici e amministrazioni continuano a lavorare. Resta possibile chiedere online alcuni documenti. Il tempo da passare a casa può quindi essere impiegato per sbrigare almeno una parte delle pratiche. Per quanto riguarda infine la stipula del contratto, serve un notai, un pubblico ufficiale che dovrà quindi continuare a operare. A meno che non sia in stato di quarantena.

Mutuo già richiesto

Caso a parte è quello di chi ha avviato le pratiche di mutuo prima di questa emergenza. Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it, fa chiarezza. “Il cliente che ha già avviato una pratica di mutuo potrà continuare a portarla avanti, mettendo in conto però un possibile allungamento delle tempistiche che lo separano dal momento dell’erogazione del finanziamento da parte della banca. Tutti gli operatori coinvolti nel rogito e nell’erogazione del finanziamento continuano a lavorare, seppur magari con una rimodulazione degli orari di lavoro, pertanto non dovrebbero esserci problemi nel portare a termine l’iter, se non, appunto, un possibile allungamento dei tempi dato anche dalla necessità di dover mettere in dialogo diverse figure professionali in una situazione complessa come quella attuale”.