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La tratta di persone è una grave violazione dei diritti umani, da qui nasce la Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani. Ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini cadono nelle mani dei trafficanti, nei loro paesi e all’estero. Il fenomeno della tratta di esseri umani è distinta principalmente tra smuggling e trafficking. Lo smuggling è l’introduzione illegale di migranti nel territorio di uno Stato. Mentre il trafficking è lo sfruttamento sessuale o economico in condizioni analoghe alla schiavitù.

Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani, sesso e lavoro i mercati più redditizi

Secondo le statistiche del Servizio Analisi Criminale, i mercati più redditizi dove le vittime, spesso minorenni, sono sfruttate, si sono rivelati quello sessuale, quello del lavoro (per lo più nel settore agricolo, edile, manifatturiero), dell’accattonaggio e spesso quello delle attività altrettanto illegali, come lo spaccio di stupefacenti e furti. Conducendo le indagini, le Forze di polizia hanno evidenziato che in Italia le nazionalità più attive nella tratta degli esseri umani sono quella nigeriana, seguita da quella romena, italiana e albanese.

In Italia nel 2020 le vittime erano 2.040

La Giornata mondiale contro la tratta di esseri umani è stata proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, per il 30 luglio. Secondo il nuovo rapporto pubblicato dall’organizzazione mondiale Save the Children già prima della pandemia, la punta dell’iceberg costituita da 50.000 vittime accertate nel mondo indicava uno scenario allarmante. Un quadro destinato a peggiorare per le conseguenze della pandemia che ha spinto in povertà nel 2020 142 milioni di bambini e adolescenti in più. Nelle fasi acute della pandemia, le misure di contenimento hanno lasciato senza scuola 1,6 miliardi di bambini e bambine. Con la grave conseguenza che 10 milioni tra i più vulnerabili potrebbero abbandonare l’istruzione ed essere così esposti al rischio di tratta e sfruttamento in particolare nei Paesi a più basso reddito”.

“Secondo le stime, il solo sfruttamento lavorativo potrebbe inghiottire entro la fine del 2022 altri 8,9 milioni di bambini e adolescenti. Per più della metà sotto gli 11 anni. La tratta e lo sfruttamento sono fenomeni che non risparmiano neanche l’Italia. Nel nostro Paese le vittime prese in carico dal sistema nazionale anti-tratta nel 2020 erano 2.040. Tra questi sono emersi 716 nuovi casi presi in carico durante l’anno. Si tratta in prevalenza di donne e ragazze (81,8%), mentre 1 vittima su 20 è minore (105).”

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