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Era il 28 aprile del 1937 quando Mussolini inaugura la Hollywood italiana: Cinecittà. Durante la ‘cerimonia’, il duce sotto un sole primaverile va di fretta. Osserva i reparti di Giovani fascisti schierati a rendergli onore poi sfreccia nei vialetti a passo di marcia. Infine, risale in macchina e a Cinecittà non rimetterà mai più piede.

Cinecittà, l’antefatto

Nella sostanza, Cinecittà nasce per volere del duce – da sempre – sostenitore dell’importanza del cinema. E’, infatti, il 1931 quando Mussolini vara una legge atta a penalizzare le importazioni per stimolare la produzione cinematografica nazionale. L’obiettivo era evitare una nuova crisi cinematografica come quella degli anni ’20. Così, nel 1939 la produzione nazionale viene supportata dalla ‘Legge Alfieri’ che prevede robusti finanziamenti alle produzioni nostrane. L’obiettivo resta uguale: promuovere la produzione italiana a discapito di quella straniera.

La nascita di Cinecittà

Nel 1935 un incendio distrugge a Roma gli Studi della società Cines. Azienda successivamente acquistata da Carlo Ronconi, che l’anno seguente si ‘dà allo shopping’ comprando seicentomila metri quadri in via Tuscolana, futura sede di Cinecittà. I lavori iniziano nel gennaio del ’36 con la posa della prima pietra. Solo 15 mesi dopo l’inaugurazione degli Studi con 14 teatri di posa, tre piscine per le riprese acquatiche, 40mila metri quadrati di strade e piazze, 35mila di aiuole e giardini, 900 dipendenti fissi. Ecco Cinecittà.

La Seconda Guerra Mondiale e il dopoguerra

Durante il secondo conflitto mondiale la produzione continuò fino al 1943, quando con l’armistizio di Cassibile e con la nascita della Repubblica Sociale Italiana, il cinema fascista si trasferisce a Venezia nei padiglioni della Biennale e nel Cinevillaggio. Al termine della Seconda Guerra Mondiale la produzione riprende, ma lentamente. E, solo nel 1947 viene girato il primo film del dopoguerra. Si tratta di Cuore di Duilio Coletti. La vera esplosione di Cinecittà arriva, però, negli anni cinquanta, grazie a Giulio Andreotti (sottosegretario dell’Industria e del Commercio) e alle produzioni americane. Nel 1951 viene, infatti, girato Quo vadis? di Mervyn LeRoy e nel 1959 Ben Hur di William Wyler.

Gli anni ’60 storia recente

Dalla fine degli anni ’60 con l’avvento della televisione Cinecittà perde il primato tecnico e produttivo. Tant’è che nel 1978 l’Istituto Luce viene ceduto al Comune di Roma e adibito a sede amministrativa (l’attuale Municipio VII). Negli ultimi anni, a partire dal 1977 ‘Hollywood sul Tevere’, come viene soprannominata, ospita set di produzioni americane tra cui Il padrino – Parte III di Francis Ford Coppola (1990), Il paziente inglese di Anthony Minghella (1996). Gangs of New York di Martin Scorsese. Nel 2015, invece, gli studi ospitano due grandi produzioni internazionali per il remake di Ben-Hur e Zoolander 2, raggiungendo il record di fatturato ed il ritorno all’utile. Mentre, nel dicembre 2019, presso gli studi è stato aperto il Museo italiano dell’audiovisivo e del cinema.

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