Carosello

Sono trascorsi 40 anni esatti dall’ultima puntata di “Carosello”, il programma che ha incantato intere generazioni e andato in onda per ben vent’anni. In totale furono trasmessi più di 7 mila episodi.

Carosello: cos’era e perché era tanto amato

“Carosello” era formato da una serie di filmati seguiti da messaggi pubblicatari. Il tono era spesso ironico e scanzonato, l’ideale per non rendere gli spot di allora troppo invasivi. E’ stato un punto fermo nella vita di milioni di italiani, ed è per questo che nei suoi vent’anni di programmazione non ha mai subito modifiche nello stile. La frase “A letto dopo Carosello” viene ricordata ancora oggi da molti adulti, a conferma di come il format sia stato rilevante.

Le uniche interruzioni nella sua messa in onda si sono registrate in occasione di alcuni scioperi dei dipendenti Rai. In quel caso la sigla finale veniva trasmessa senza pubblicità.

Pensare a “Carosello” solo come strumento per spingere all’acquisto di un prodotto è però riduttivo. Il messaggio pubblicitario, infatti, poteva durare solo per un numero di secondi predeterminato. Per il resto, era presente una vera e propria storia esterna all’oggetto in questione. L’importanza del programma è stata comunque innegabile. In quel periodo per legge non era possibile fare pubblicità all’interno di uno spettacolo Tv serale né prima di un intervallo di novanta secondi dall’inizio dello stesso.

Carosello: la prima puntata

Il primo messaggio all’interno di “Carosello” risale al 3 febbraio 1957. Il titolo era “Le avventure del signor Veneranda” per il Brandy Stock 84. A questo seguirono altri quattro sketch: Shell (sicurezza nel traffico, Giovanni Canestrini parla di: guida a destra o guida a sinistra?), l’Oréal (con Mike Bongiorno), Singer (Quadrante alla moda con Mario Carotenuto) e Cynar (L’arte del bere con Carlo Campanini e Tino Bianchi).

Già dopo poche puntate è diventato un vero appuntamento fisso per le famiglie italiane, un modo per ritrovarsi davanti al focolare domestico.

“Carosello” è stato apprezzato anche per la capacità di diffondere messaggi pubblicitari, ma senza essere troppo pressante o ingannevole come accade a volte oggi. Ogni scenetta durava più o meno 2 minuti, e solo nel codino finale c’era la pubblicità vera e propria con la vista del prodotto reclamizzato. Gli spettatori nel ’77 erano quasi 20 milioni, per metà bambini.

Carosello: i personaggi celebri

Sono numerosi i personaggi che hanno iniziato ad acquisire la loro popolarità proprio con “Carosello”. Come non citare Calimero, il pianeta Papalla e Lagostina? Tutti ricordati anche dai giovani di oggi.

La vetrina era davvero importante ed è per questo che numerosi attori non vedevano l’ora di comparire in una scenetta. E’ stato il caso, ad esempio di Nino Castelnuovo atletico per olio Cuore o Paolo Ferrari con i fustini Dash. Da non dimenticare Tino Scotti con il confetto Falqui che basta la parola, Carlo Dapporto con la sua Pasta del Capitano, Nicola Arigliano con il digestivo Antonetto, il musicista Franco Cerri uomo in ammollo.

Carosello: la decisione di chiudere il programma

Nonostante il successo innegabile, a vent’anni di distanza dalla nascita si decide di chiudere il programma. Tra i motivi che portarono alla scelta c’erano i cambiamenti che stava attraversando il mercato pubblicario, desideroso di diffondere messaggi più immediati.

Anche il pubblico era inevitabilmente cambiato. Una televisione basata su messaggi pedagogici non poteva quindi più funzionare come prima. Anche i motivi economici sono stati però determinanti. Le aziende più piccole, infatti, non potevano più permessi i costi richiesti da “Carosello”.

 

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