Caduta dentro un no, la cover del libro - foto Sandra Giammarruto

Il legame tra poesia e musica è antico. Barbara Garlaschelli, autrice di “Caduta dentro un no” (pubblicato da Morelllini Editore e curato dalla poetessa Elena Mearini) ha voluto recuperarlo. La novità di questo libro è la creazione di una playlist Spotify dedicata che raccoglie una selezione di 22 ballate selezionate, frutto dell’ingegno della autrice, del cantautore Michael Fortunati e dell’attore Giovanni Rosa. Con la collaborazione di Stefania Carcupino, musicista e attrice, e Viviana Gabrini, lettrice. Lette e interpretate, sulla base di uno spartito musicale, sono ascoltabili anche su You Tube. Il genere ben si presta allo stile della autrice, in quanto testo poetico di ispirazione popolare. Descrivono il suo mondo interiore con riflessi nel quotidiano, i temi affrontati partono spesso dalla cronaca più drammatica. Con una riflessione sulla caduta, filo conduttore della condizione umana. Di seguito, l’intervista.

Caduta dentro un no, 160 micro racconti in versi sciolti

Si tratta di 160 micro racconti in versi sciolti che ho voluto musicare spiega Barbara Garlaschelli, autrice di “Caduta dentro un no” – Per raccontare il mio mondo interiore e quello che mi circonda. Alcuni raccontano storie di cronaca vera, altri prendono spunto da alcune visioni pittoriche della realtà. La ballata era il genere che meglio si avvicinava a questa idea, le ballate raccontano sempre una storia. Espressione di un legame antico, quello tra poesia e musica. Come antico è il tempo dal quale provengono, il Medioevo. Un periodo nel quale testi poetici di ispirazione popolare venivano accompagnati da ballo e canto. Per scriverle mi sono ispirata a fatti di cronaca ma anche a vicende personali. Per dare voce a chi spesso voce non ce l’ha o vive una vita fatta di silenzi

Arte che racconta la società

Siamo partiti da situazioni reali, anche quelle più scomode e disturbanti per arrivare a situazioni intime dell’autrice e al vissuto quotidiano di ognuno di noi – sottolinea Elena Mearini, curatrice di “Caduta dentro un no” – Per farle accettare e farne cogliere la bellezza, così da portare la narrativa dentro tematiche private e sociali attuali. E fare vivere una musica che era già nelle parole di Barbara. Dalle quali emerge la voce di chi spesso vive in silenzio. Caduta dentro un no è arte che racconta la società

La caduta, filo conduttore

Il libro tocca il tema della caduta, elemento costante di ogni percorso umano. “Ho voluto giocare sulla parola cadere perché la caduta è il filo conduttore della condizione umana spiega Barbara Garlaschelli – Perché si cade spessissimo nei fatti che capitano nella vita. Mi sono quindi fatta trascinare da alcuni temi, colpita proprio da quei fatti nei quali il disagio è molto forte. Vivere per me è un mestiere difficile che si deve imparare giorno dopo giorno

Un libro dalle molte declinazioni

Un tema, la caduta, che l’autrice affronta nelle sue tante declinazioni.Cerchiamo rimedio nella famiglia, nella quale cadiamo con la convinzione che sia un porto sicuro. Mentre invece è spesso essa stessa fonte di disagio, il nodo centrale dal quale parte tutto il dolore. Un dolore nel quale cadiamo, ancora una volta, a causa di una cronaca drammatica che è essa stessa una caduta dentro la realtà. Alla quale contrapponiamo la nostra fisicità, il biglietto da visita con il quale ci presentiamo al mondo. Una forma di emancipazione che rischia invece di tramutarsi in un conflitto con noi stessi, la sua accettazione è spesso difficile

Emozioni tradotte in musica

“Caduta dentro un no” è anche arte in musica che prende corpo. “Conosco Barbara da anni – afferma Michael Fortunati, autore della canzone che trae origine dal titolo del libro – Più di una volta mi è capitato di accompagnarla negli eventi. A volte in qualche live improvvisato nel corso del quale con la chitarra andavo dietro le sue letture. Le ballate di questo libro esprimono emozioni malinconiche, alcune molto intense. Espresse sempre con le parole giuste, Barbara Garlaschelli è una artista fatta performance. Per me è stato veramente naturale tirare fuori la musica dai suoi testi

Reading poetico-musicale, spettacoli itineranti bloccati dall’emergenza

La cosa bella di Caduta dentro un no – precisa l’autrice – è l’atmosfera attorno il quale ha preso corpo il progetto. In origine si pensava alla realizzazione di tour di reading poetico-musicale, la forma ritenuta più giusta per una esperienza emozionale completa. Avrei voluto portare il libro in giro con i musicisti e gli attori e farlo diventare una sorta di spettacolo. Capace di trasmettere le emozioni contenute nelle ballate, farle vivere attraverso l’incrocio di voce e musica e a sua volta raccogliere le emozioni del pubblico. Avevamo in programma molte presentazioni ma non è stato possibile. Il lockdown conseguente alla emergenza coronovirus ha cambiato la prospettiva

Smart recording, il progetto prende forma nonostante il lockdown

Con i musicisti non ci siamo mai visti, abbiamo fatto appena in tempo a registrare le ballate nel mese di gennaio. Quei due giorni in sala di registrazione sono stati però veramente magici. Fortunatamente nelle settimane successive lo studio di registrazione ha permesso ai musicisti di mandare le demo e lavorare in smart recording, chi era in sala di registrazione offriva la propria professionalità per sistemare i pezzi. Ne è scaturito il singolo di Caduta dentro un no e, a seguire, il video. Tutto questo senza incontrarsi, è stato molto bello – conclude Barbara Garlaschelli – che in un periodo orrendo come questo sia nato tutto ciò