Arturo Toscanini

Ricorre oggi il 60esimo anniversario dalla scomparsa di Arturo Toscanini, uno dei più celebri direttori d’orchestra nella storia della musica. Ancora oggi viene ricordato per la straordinaria capacità di interpretare artisti importanti. Si è concetrato in modo particolare su Verdi, Beethoven, Brahms e Wagner,

Arturo Toscanini: direttore d’orchestra per passione

Sin da giovanissimo Toscanini manifesta una grande passione per la musica. Questo lo porta violoncello, pianoforte e composizione alla regia Scuola di Musica, l’attuale Conservatorio di Parma. Già da allievo diversi docenti apprezzano le sue capacità.

Non tardano quindi ad arrivare i primi incarichi importanti. Nel 1896 viene scritturato dall’impresario Claudio Rossi per entrare a far parte come violoncellista e secondo maestro di coro in una compagnia operistica. Da lì in avanti avrà la possibilità di prendere parte a numerose tournèe in giro per il mondo. Celebre quella in Sudamerica, in cui per la prima volta, a soli 19 anni prende la bacchetta e dirige i musicisti.

La popolarità lo raggiunge in modo incontrastato. Non appena torna in Italia, ha infatti la possibilità di dirigere al Teatro Regio di Torino e alla Scala di Milano. Altri ruoli arriveranno anche in altri importanti teatri italiani.

Arturo Toscanini: un nuovo modo di concepire la musica

L’artista emiliano viene apprezzato per la modalità innovativa di gestire un’orchestra. Sin dalle rappresentazioni svolte alla Scala, con cui avrà un legame strettissimo, si mette in evidenza. Toscanini, infatti, introduce abitudini rivoluzionarie nei suoi spettacoli.

Il direttore chiede infatti illuminazione e posizionamento in buca per l’orchestra e luci basse in sala. Elimina inoltre i bis e impedisce l’accesso in sala a chi arriva in ritardo. Esprime inoltre con convinzione la volontà di creare un tutt’uno tra cantanti, orchestra, coro, messa in scena, ambientazione e costumi. A questo punto cambiano così anche i comportamenti degli spettatori. Da lì in avanti il teatro viene considerato un ente dotato di una funzione morale ed estetica che penetra nella vita della società e nella vita di una cultura.

Arturo Toscanini: il successo oltre i confini nazionali

Le positive esibizioni in Italia permettono a Toscanini di tornare a esibirsi all’estero. Nel 1908 diventa così direttore al Metropolitan di New York. Qui ha la possibilità di dirigere sette stagioni e 446 rappresentazioni di 31 opere. Il rapporto con la sua patria resta comunque forte. Durante la seconda guerra mondiale, in modo particolare, torna in Italia e si offre per dirigere anche al fronte.

Il legame con la Scala di Milano non si interrompe praticamente mai. La consacrazione arriva nel 1920 quando ne diventa direttore plenipotenziario. Crea così una nuova orchestra con la quale effettua tournée in Italia e negli Stati Uniti

Arturo Toscanini: le iniziative per ricordarlo

La città di Parma non poteva non rendere omaggio ad Arturo Toscanini in occasione del 60esimo anniversario della sua scomparsa. Sono così state organizzate diverse iniziative dal Comune, Assessorato alla Cultura – Casa della Musica e dalla Fondazione Arturo Toscanini.

Il Museo Casa natale Arturo Toscanini a lui dedicato potrà essere visitato gratuitamente dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Chi vorrà invece approfittare dell’occasione per approfondire la sua figura potrà approfittare delle due visite guidate, previste alle 11.30 alle 16.30.

Alle 15.30 sarà invece possibile alla deposizione di una corona d’alloro ai piedi del busto del Maestro collocato nel cortile della Casa natale di Borgo Rodolfo Tanzi 13. Successivamente sarà possibile trovarsi al primo piano del Museo per riflettere sull’eredità lasciata dall’artista.

Alle 20.30 è previsto il tradizionale concerto all’Auditorium Paganini L’evento sarà anche occasione per presentare il Logo che accompagnerà le iniziative legate alle celebrazioni del 2017 per il 150° della sua nascita. Sempre alle 20.30 alla Casa della Musica, verrà dedicato a Toscanini anche il concerto inaugurale della Rassegna “I Concerti della Casa della Musica”. In questa edizione si punta a omaggiare Robert Schuman.

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