volareaereo
VolareAereo, fonte Pixabay

Tra donne che si credono animali o regine, artisti che mangiano banane per sbloccare le dita, passeggeri fluorescenti per essere visti meglio. Senza dimenticare giovani travolti da passioni irrefrenabili e astrologhe paranoiche. Questo è il grande mondo che vola sopra di noi. Parola di steward. Nello specifico Franco Lombini e Mario Tadiello che nel loro libro “Apriti cielo!”, edito da bookabook, raccontano storie esilaranti vissute in 20 anni di servizio.

Pillole di buonumore attraverso il crowdfunding

E’ un concentrato di pillole per il buon umore. Attraverso “Apriti cielo!” i due autori raccontano tanto di quello che hanno vissuto nei cieli del mondo e in particolare quelli inglesi, servendo anche il tè a Sua Maestà. Il libro è, come detto, edito da bookabook, prima casa editrice italiana che pubblica libri attraverso il crowdfunding. Il volume è già disponibile sia in edizione cartacea che digitale.

Risate nascoste da far conoscere al mondo

Lombini e Tadiello non si fanno scrupoli, i racconti sono troppo divertenti per essere tenuti nascosti. E allora perché non far conoscere al mondo cosa vuol dire fare lo steward? Più o meno è stato questo il motivo per cui i due italiani hanno scelto di raccontare una parte del loro lavoro, se è quella più o meno divertente sarà il lettore a deciderlo. Loro ci hanno messo impegno, il materiale lo hanno messo i passeggeri. Gli artisti, i passionali, gli eterni indecisi e tante altre figure che per 20 anni hanno accompagnato i voli di Lombini e Tadiello. Tutto questo è contenuto in ‘Apriti Cielo’.

Artisti, mamme borderline e passionali

Ma partiamo dagli artisti. Si sa, i maestri dell’arte devono trovare ispirazione, che spesso se ne va nei momenti più opportuni. E allora che fare. Semplice a bordo di un aereo a diecimila metri d’altezza, per alcuni artisti, sembra sia sufficiente una banana mangiata in un sol boccone per fare il pieno di potassio e “sbloccare le dita”, parola di steward. O come i passionali che richiamati dal desiderio si lasciando trasportare da essa sotto gli occhi dei passeggeri al grido “sappiamo quello che stiamo facendo, studiamo a Oxford”. Non mancano certo i previdenti che amano l’abbigliamento fluorescente per essere sicuri di essere avvistati e salvati per primi in caso di ammaraggio. Poi ci sono gli eterni indecisi. Di questi fa parte una signora che, durante il cocktail di benvenuto, ha dovuto chiamare lo psicoanalista per decidere tra acqua, succo d’arancia e champagne. I personaggi sono un’infinità, come le mamme borderline e i passeggeri con problemi di identità che si credono gatti. Insomma, il mondo lassù a voler ben vedere non è differente da quello quaggiù.