Antonio Ricci
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Non è facile riuscire a trovare un programma Tv che sappia resistere ormai una trentina di anni, con un successo che risulta essere pressoché inalterato, nonostante le abitudini del pubblico siano cambiate. E anche i per i conduttori la girandola è stata costante, non solo nel corso delle varie edizioni, ma anche all’interno della stessa stagione “Striscia la notizia“, invece, ci è riuscita appieno e non è certamente esagerato affermare che si tratti di un format che ha segnato un’epoca. Gran parte del merito non può che essere data al suo autore, Antonio Ricci, che proprio oggi taglia il traguardo dei 70 anni.

Il tg satirico ha sdoganato inoltre un termine che è ormai entrato nel linguaggio comune, quello delle “veline“, le due bellissime ragazze, solitamente una biona e una mora, presenti al fianco dei conduttori. In un primo momento erano loro a scendere da uno scivolo e a consegnare le notizie di cui si sarebbe poi parlato. Ora, invece, il loro ruolo è parzialmente diverso e si mettono in mostra con una serie di balletti, denominati “stacchetti“.

Antonio Ricci – Striscia e la voglia di non fermarsi mai

Ma quali sono i motivi del successo così duraturo del programma che precede l’inizio della prima serata su Canale 5? Tra questi non possiamo non citare i temi che vengono trattati, alcuni dei quali decisamente spinosi, ma senza alcun timore delle possibili conseguenze. Anzi, spesso, sono proprio gli inviati a farne le spese, ma questo non li ha fatti demordere dall’intento. Anzi.

In più occasioni Vittorio Brumotti, l’inviato che si sposta in sella alla sua bicicletta, è addirittura finito in ospedale quando si è dovuto occupare di droga. Altrettanto invece è accaduto a Valerio Staffelli, durante le consegne del “Tapiro“, la statuetta che viene assegnata ai personaggi che hanno motivo di sentirsi “attapirati”, ovvero tristi per qualche motivo particolare.

Ricci non ha comunque intenzione di fermarsi. Su questo non ha dubbi: “Ho la stessa carica provocatoria che avevo a 20. Quella non è mai cambiata. Ed è la cifra costante delle cose che ho fatto, a partire da ‘Drive in’, che andò su Italia 1, rete corsara, mentre su Canale 5 Berlusconi voleva rifare la Rai – ha detto ai microfoni de La Stampa -. ‘Di sicuro sono tranquillo: ho preso 29 Telegatti, più di Mike Bongiorno. Adesso non li danno più, ma se anche tornassero a darli: chi mi becca?”.

Tanti programmi di successo

L’opera in Tv di Ricci non si è però limitato a “Striscia”. Sono tanti infatti i programmi che portano la sua firma. L’esordio in Tv nelle vesti di autore risale a “Fantastico” (1979, 1981 e 1982), uno dei cult Rai, a cui ha iniziato a lavorare quando non aveva ancora compiuto 30 anni.

Quello è l’inizio di un sodalizio con un personaggio che allora era tra i più apprezzati nel mondo dello spettacolo: Beppe Grillo. La sinergia tra i due li porta a format importanti, quali “Te la do io l’America” e “Te lo do io il Brasile”.

A inizio anni ’80 sarà la volta di un altro programma che ha segnato la storia del piccolo schermo “Drive In“. Un’occasione per diversi comici per mettersi in mostra, come sarebbe poi accaduto con altri format che in questi anni ne hanno raccolto il testimone, ma quello aveva uno stile che nessuno ha più saputo eguagliare. Non a caso è andato in onda fino al 1988.

Ad avere la sua firma sono altri titoli importanti quali “Lupo Solitario (1987), “Matrjoska”, che viene censurato e ripresentato nel 1988 come “L’araba fenice”, “Odiens” e “Paperissima”. E’ lui poi a gestire sempre più spesso l’estate Mediaset con “Veline”, (2002, 2004, 2008 e 2012), “Velone” (2003 e 2010) e “Cultura moderna” (2006, 2007 e 2016).