Alto Adige
Alto Adige

Quattro città dell’Alto Adige per raccontare il passato, il presente e il futuro di un territorio ricco di sfumature. Quattro gioielli per scoprire l’Alto Adige e vivere le bellezze incredibili dei suoi luoghi. Merano, Bressanone, Brunico e Glorenza interpretano alla perfezione il carattere cosmopolita dell’Alto Adige e i suoi valori più importanti. La cultura alpina, il forte legame con la tradizione locale e il suo fascino senza tempo.

Alto adige: Merano

Come in una favola, Merano conduce alla scoperta di dimore aristocratiche e dell’appassionante storia della principessa Sissi. Lungo il Passirio, è possibile ripercorrere la sua storia e sentirsi, anche solo per brevi istanti, l’imperatrice d’Austria. É infatti nella città del benessere e del relax che Elisabetta di Baviera trascorse 18 lunghi mesi. Circondata dallo sfarzo del Castel Trauttmansdorff, dove riuscì a vivere momenti così felici da scegliere Merano anche in altri occasioni. Un luogo incantevole che oggi sorprende non solo per il Touriseum, il Museo del Turismo ospitato all’interno e dedicato a due secoli di storia del turismo altoatesino. Anche per gli 80 ambienti botanici provenienti da tutto il mondo che caratterizzano il Giardino Botanico di Castel Trauttmansdorff.

Alto adige: Bressanone

Il viaggio alla scoperta dei gioielli altoatesini prosegue a Bressanone, altra pietra miliare di questo territorio nonché più antica città del Tirolo. Nominata da qualche mese città alpina del 2018 per la sua visione futuristica incentrata sull’innovazione, Bressanone è la sede di alcune delle testimonianze storiche più interessanti dell’Alto Adige e punto di riferimento per alcuni degli eventi culturali, enogastronomici e sportivi più famosi. Qui il passato di sede vescovile ha plasmato ogni angolo. Ancora oggi le antiche testimonianze ecclesiastiche caratterizzano l’architettura. Nel centro storico il paesaggio urbano è dominato dalle due torri del Duomo e dall’adiacente chiostro che, con i suoi affreschi, è uno dei più importanti monumenti dell’Alto Adige dal punto di vista culturale. Storia e religione sono protagoniste anche delle 70 sale del Palazzo Vescovile, che ospita il Museo Diocesano e il Museo dei Presepi.

Alto adige: Brunico

Non a caso definita perla della Val Pusteria, Brunico è un altro gioiello che impreziosisce il territorio dell’Alto Adige. Dall’animo sportivo e divertente, Brunico stupisce sin da subito. Non appena attraversata una delle quattro porte d’ingresso della città, edifici colorati di mille sfumature, intenso profumo di fiori appena colti e piccole botteghe dalle vetrine deliziose ammaliano la vista e conquistano l’anima. Da queste parti storia fa rima con architettura. Basta infatti ammirare due dei più celebri musei di Brunico per comprendere in che modo il passato e il futuro hanno saputo plasmare questo territorio. Del Castello di Brunico, situato a sud, si parla per la prima volta nel 1271 e le prime ristrutturazioni – volute dal principe vescovo Albert von Enn – risalgono al 1324. Testimonianza dell’incrocio di diverse epoche, il castello oggi mantiene la sua architettura di un tempo.  Ospita al suo interno uno dei sei musei di Reinhold Messner dedicato alla montagna.

Alto Adige: Glorenza

Se Brunico è una perla, Glorenza può essere definita l’alessandrite dell’Alto Adige. Piccola ma di rara bellezza. Ed è così che si presenta. Città più piccola delle Alpi Meridionali ma di una bellezza incredibile, unica nel suo aspetto. Con i suoi 900 abitanti, Glorenza può vantare alcune delle tracce più antiche del mondo. Non a caso è l’unico borgo delle Alpi a conservare ancora perfettamente la sua originale struttura fortificata. Una cinta muraria d’architettura medievale e le sue tre porte d’ingresso. Inserita nell’elenco dei Borghi più Belli d’Italia, oggi Glorenza non è solo medioevo e storia. Lungo le sue vie c’è molto altro da scoprire e vivere. Appassionante e ingegnosa, è patria di uno dei più grandi disegnatori ed illustratori, Paul Flora. Continua ad essere ancora profondamente legato alla sua terra. La Porta di Tubre ospita ad esempio una mostra permanente dedicata a Paul Flora.