Acea Sustainability Day

Idee, scenari e concrete possibilità per arrivare all’obiettivo finale, quello di avviare uno sviluppo sostenibile sempre più radicato nel territorio. La seconda edizione Acea Sustainability Day, rigorosamente online, è servita per ribadire ancora una volta quello che è l’impegno dell’azienda in coerenza con il suo Piano Industriale 2020-2024, ma soprattutto per sottolineare le necessità di agire in un modo più concreto di un sistema che deve puntare con decisione verso una sostenibilità da intendersi a 360 gradi.

Acea Sustainability Day, seconda edizione con un ricco parterre 

Un momento per fare il punto su nuovi scenari e vecchi problemi. Ma anche sulle opportunità che ci sono e sulle concrete possibilità di azione che pubblico e privato hanno per dare il giusto boost allo sviluppo sostenibile. La seconda edizione di Acea Sustainability Day ha visto alternarsi speaker di caratura ma soprattutto ha offerto un quadro chiaro e netto. Tre tavole rotonde per tre macro temi di discussione che hanno visto l’azienda sempre al centro del dibattito.

Comprendere la lezione covid

Il titolo della prima tavola rotonda era alquanto emblematico: “Territori e reti per una resilienza trasformativa: comprendere la lezione Covid”. Lo scenario di partenza e quello prospettico sono stati delineati da Gabriella Chiellino, Membro del CdA e Presidente Comitato Etica e Sostenibilità Acea; Filomena Maggino, Presidente Cabina Regia Benessere Italia; Enrico Giovannini, Portavoce Asvis; e Roberto Morassut, Sottosegretario Ambiente. Il contesto attuale, quello legato alla pandemia, è stato messo in stretta correlazione con quelle che potrebbero essere le misure da adottare per la ripresa del paese. Una ripresa la più sostenibile possibile, cercando di rigenerare territori. Il contesto attuale deve essere visto come un’opportunità di crescita e di accelerazione della trasformazione. Verso modelli più sostenibili, con le multiutility che ricopriranno un ruolo fondamentale nella ripartenza e nello sviluppo degli spazi urbani del futuro. Il forte legame tra le stesse e i contesti urbani, in termini di reti e infrastrutture, è un altro dato che non si può di certo ignorare e non può passare inosservato. 

Visioni strategiche per il Green Deal

La seconda tavola rotonda, dal titolo “Visioni strategiche per il Green Deal”, ha visto alternarsi Giuseppe Gola (AD Acea SpA), Paola De Micheli (Ministra Infrastrutture), Andrea Guerrini (Collegio ARERA) e Carlo Cici ( Head of Sustainability Practice The European House – Ambrosetti). Qui la sostenibilità è divenuta la logica di riferimento per pianificare obiettivi strategici e gestire l’operatività delle imprese. Anche perché di fronte all’emergenza in corso, le istituzioni nazionali ed europee hanno comunque mantenuto al centro dei loro discorsi il New Green Deal. Con l’Europa che, nonostante i problemi, punta a divenire un riferimento per innovazione, inclusione e sviluppo sociale.

Accompagnare il cambiamento

L’ultima tavola rotonda (“Interventi e short video su azioni e progetti per accompagnare il cambiamento”) è stata utilizzata per mettere in risalto alcune iniziative messe in campo da Acea per raggiungere l’obiettivo prefissato. Tramite le parole di Valerio Marra (Responsabile Direzione Commerciale e Trading Acea), Anna Varriale (Responsabile Tutela Risorsa Idrica Acea), Alessandro Filippi (Responsabile Area Industriale Ingegneria e Servizi Acea), Giovanni Vivarelli (Responsabile Area Industriale Ambiente Acea) e Stefano Raffaello Songini (Responsabile Investor Relations & Sustainability Acea) si è ribadita la centralità dell’impegno di Acea per lo sviluppo della smart city del futuro, i progetti in essere (da Acea Smart Comp all’installazione di oltre 200mila colonnine di ricarica per auto) e l’impegno preso come da Piano industriale 2020 2024 del gruppo. Una parte dove, al fianco dell’azienda, hanno mostrato il proprio impegno anche RAI per il Sociale. Con Serena Rossetto (Responsabile Ambiente e Sostenibilità), il Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti con Sabrina Romano e Fondazione Vodafone con la sua presidente Marinella Soldi.

Di Luca Talotta

Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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