Alessandro Volta

Dici Alessandro Volta e pensi all’invenzione della pila. Ma lo storico chimico e fisico comasco è famoso anche per una scoperta fondamentale.

Alessandro Volta e il metano

Il 31 gennaio del 1976 Alessandro Volta scoprì infatti il metano. All’età di 31 anni, mentre si trovava presso Angera sul Lago Maggiore, la sua curiosità fu attirata da uno strano fenomeno. Mentre in barca costeggiava i canneti vide salire a galla e poi svanire nell’aria bollicine gassose: si trattava di un nuovo gas diverso dal già noto idrogeno, aveva appena scoperto il metano. Da quel momento iniziò a studiare quell’elemento, che ritrovò anni più tardi anche a Pietramala (oggi frazione di Firenzuola) e sullle rovine dell’antica Velleia, nel piacentino.

Studi e pubblicazioni

Già nel 1777, un anno dopo il primo “incontro”, pubblicò a Milano “Lettere sull’aria infiammabile nativa delle paludi“. Questo infatti era il nome che diede a quello che conosciamo come metano. Non solo teoria: Alessandro Volta realizzò poi la “pistola elettroflogopneumatica”. Si trattava di una lucerna ad aria infiammabile (poi denominata “lampada perpetua di Volta”) e una versione molto perfezionata dell’eudiometro inventato da Joseph Priestley.

Il metano

Oggi ovviamente sappiamo molto di più sul metano, idrocarburo semplice formato da un atomo di carbonio e quattro di idrogeno. Soprattutto è un combustibile che viene principalmente usato in campo energetico, per l’utilizzo del riscaldamento o per alimentare i fuochi delle cucine, per l’appunto, a gas. Soprattutto utilizzato come carburante per alimentare le automobili e camion (sia nel caso di motorizzazione ad accensione comandata che spontanea).

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