Yokohama BluEarth
Yokohama BluEarth

Una vettura dalle caratteristiche uniche ha bisogno, ovviamente, di uno pneumatico dall’alta sostenibilità e dalle performance eccellenti. Per motivi di sicurezza stradale, certamente, ma anche per questioni prettamente ambientali: mai come in questo periodo, infatti, l’attenzione sulle questioni ambientali è diventata di primaria importanza.

Yokohama BluEarth, tecnologia e rispetto dell’ambiente – La fortuna ci ha portato ad avere un clima mite, giornate quasi primaverili e la possibilità di guidare per le strade dell’hinterland milanese una nuova Peugeot 308 station wagon con pneumatici Yokohama da 17” con tecnologia BluEarth. Una vettura dalle ottime caratteristiche e dalla “spinta” notevole, ma anche quattro gomme che rispondono in modo deciso e senza particolari fronzoli.

Yokohama BluEarth
Yokohama BluEarth

La tenuta di strada si è rivelata ottima: la risposta ad accelerate improvvise o frenate brusche non ha portato a nessun danno al nostro stile di guida, segno che lo pneumatico Yokohama BluEarth ha risposto alla grande. E la cosa deve far riflettere, soprattutto se consideriamo che stiamo parlando di gomme molto vicine alle questioni ambientali: Yokohama non è azienda nuova a questo tipo di tematiche, visto che già dal 1998 il brand giapponese ha dato vita alla famiglia BluEarth, che sviluppa tecnologie esclusive dedicate e immettendo sul mercato, in questo lasso di tempo, ben 15 modelli a basso impatto ambientale.

Yokohama BluEarth
Yokohama BluEarth

Che cos’è la tecnologia BluEarth – Questo nuovo modo di concepire lo pneumatico ha permesso, a Yokohama, di poter intraprendere un nuovo percorso, creando sì gomme vicine alle questioni ambientali, ma che nello stesso tempo non pregiudicano il piacere di guida, che poi rimane la questione primaria: quando si acquista un’auto lo si fa per l’emozione che la stessa trasmette e se uno pneumatico di scarsa qualità dovesse privarci di questo piacere, la cosa non andrebbe per nulla bene. Senza dimenticare che pneumatici dalle ottime prestazioni consentono anche risparmio di carburante e grip in ogni condizione.

Yokohama BluEarth
Yokohama BluEarth

Minor consumo di carburante – Tutto questo è stato possibile grazie alla mescola esclusiva “Nano Blend Compound” composta per oltre l’80% da materiali rinnovabili quali l’olio estratto dalla buccia di agrumi e la gomma naturale. Il primo ha una composizione molecolare simile quella della gomma naturale e permette di mantenere la mescola morbida. Questo permette un attrito a terra in fase di viaggio scorrevole, cosa che abbiamo potuto constatare con mano anche per quanto concerne il consumo di carburante: ridotto, almeno del 20%, rispetto ad un altro pneumatico generico. E questo perché il minor attrito chiede, ovviamente, una spinta motrice inferiore ed un consumo di carburante minore.

Una guida leggera – A bordo della nostra Peugeot 308 gommata Yokohama BluEarth abbiamo constatato con mano la riduzione notevole del peso del pneumatico, cosa che rende lo sterzo più leggero grazie anche all’abbassamento della resistenza aerodinamica. E poi l’Advanced Inner Liner, che a molti potrà anche sembrare una cosa minore ma non lo è: si tratta di una pellicola molto sottile e leggera annegata nella gomma, che consente di abbassare il peso del prodotto e diminuire del 36% la naturale perdita di pressione connessa all’uso, allungando così la vita stessa del pneumatico.

Perché sì a Yokohama BluEarth – Tanti sono i motivi per i quali lo pneumatico Yokohama BlueEarth è da promuovere: in seguito al nostro Test Drive, la sensazione era quella quasi di camminare a piedi con un paio di scarpe molto comode, quasi la fatica non si sentisse. Si tratta di gomme ideali per un pubblico trasversale di utenti, da chi vuole una guida più sicura a chi, invece, ama lo sport. E poi si tratta di pneumatici green, che fanno della sicurezza al volante e delle prestazioni due must.

Post realizzato in collaborazione con BloggerItalia

YOKOHAMA

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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