Woody Allen: 80 anni di un grande del cinema

Woody Allen: 80 anni di un grande del cinema

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“Se di tanto in tanto non hai degli insuccessi, è segno che non stai facendo nulla di davvero innovativo”

Secondo un noto aforisma ‘bene o male l’importante è che se ne parli’. Beh, se tale affermazione fosse corretta bisognerebbe dare il merito a Woody Allen di aver preso alla lettera il consiglio, abile a proporre in ogni sua produzione elementi in grado di spiazzare il pubblico.

MAGO DELLA PENNA – Nato a New York il 1° dicembre 1935, da famiglia di origine russa, austriaca e tedesca, mostra un carattere irrequieto sin fra i banchi di scuola, nonostante un elevato quoziente intellettivo. Il suo vero interesse è infatti l’intrattenimento, verso cui mostra predisposizione nei giochi di prestigio, prima di sfruttare le sue capacità da scrittore, assunto nel 1954 come autore per i programmi ABC “The Ed Sullivan Show” e “The Tonight Show”.

AMORE E FAMA – Il decennio seguente affina sempre meglio le doti comiche e scritta la sceneggiatura di “Ciao Pussycat”, debutta dietro la macchina da presa, quando corre il 1966, per “Che fai, rubi?” (rimontaggio di una pellicola giapponese), anche se è con “Prendi i soldi e scappa” (1969) che sfoggia notevoli potenzialità. Uscito da due matrimoni, durante lo stesso periodo conosce Diane Keaton, assieme alla quale vivrà una lunga e intensa relazione sentimentale.

LO SCANDALO – Gli anni ’70 lo rendono immortale, merito dello sviluppo di personaggi sempre più complessi, nevrotici e pieni di ego, proprio come il loro ‘padre’. Titoli dalla riconosciuta qualità sono soprattutto il quattro premi Oscar “Io e Annie” e il drammatico “Interiors” (usciti durante il biennio 1977-1978). Continuata la carriera a successi alterni, desta più di qualche polemica la relazione assieme alla coreana Soon-Yi, di 35 più giovane e figlia adottiva di Mia Farrow, sua precedente compagna.

MAI PASSARE DI MODA – Per poter parlare di ripresa occorre attendere il nuovo millennio, esaltato da “Match Point” (2005), opera che si avvicina al genere del thriller sulla falsariga del lontano “Crimini e misfatti” (1989). Aggiudicata la famosa statuetta da “Midnight in Paris” (2012) come migliore sceneggiatura (seconda voltadopo il trionfo di “Hannah e le sue sorelle” del 1987), il prestigioso riconoscimento arriva un anno più avanti alla sua protagonista Cate Blanchett per “Blue Jasmine”. Non è ancora iniziato, ma il 2016 promette già sue ulteriori sorprese, regista sia sul grande (titolo ancora imprecisato, ma dal cast che include Kristen Stewart, Jesse Eisenberg e Blake Lively) e, per la prima volta assoluta, sul piccolo schermo.

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