vietato fumare nei luoghi pubblici
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Sono trascorsi 15 anni esatti dall’entrata in vigore della legge che stabilisce il divieto di fumare nei luoghi pubblici. Il provvedimento ha certamente contribuito a modificare le abitudini di molti italiani, ma è stato accolto favorevolmente da chi gradisce poco l’odore del tabacco.

Vietato fumare nei luoghi pubblici: cosa stabilisce la legge

L’Italia è stato il primo Paese europeo a introdurre la legge che punisce chi fuma all’interno dei luoghi pubblici. In questo ambito il nostro governo di allora ha dimostrato di saper comprendere appieno quanto sia importante tutelare la salute di tutti. L’aria satura di fumo da tabacco è infatti decine di volte più inquinata di micropolveri rispetto a quella delle grandi città piene di smog.

Il divieto, come indicato da laleggepertutti.it, impedisce di fumare nei luoghi chiusi, pubblici e privati, ma anche nei luoghi privati chiusi non aperti al pubblico o ad utenti. Anche nel magazzino di un negozio, pur essendo non aperto alla clientela, è quindi vietatousare la sigaretta.

La normativa deve essere rispettata anche nei palazzi: è infatti proibito accendere una sigaretta in ascensore e nelle scale. Guai a farlo anche nei balconi: in questo caso c’è infatti il rischio che l’odore possa entrare nelle case dei vicini che potrebbero non gradire.

Vietato fumare nei luoghi pubblici: cosa fare in auto

Sono molte le persone che amano concedersi una o più sigarette durante un viaggio in auto, soprattutto se di lunga durata. Il fumo in questi casi è considerato quasi un diversivo per eliminare lo stress. Ma possiamo davvero farlo?

In questo caso è il Codice della Strada a parlare chiaro e a indicare cosa è consentito. È possibile fumare solo se ci si trova da soli. Assolutamente vietato farlo invece se a bordo ci sono dei minorenni o donne in gravidanza. Per i trasgressori la multa può essere davvero salata e va da 50 a 500 euro.

Vietato fumare nei luoghi pubblici: è possibile chiedere risarcimento per il fumo passivo?

I danni provocati dal fumo passivo sono tutt’altro che irrilevanti. Vivere con un fumatore può essere dannoso soprattutto per i più piccoli, il cui sistema immunitario non è ancora completamente formato. I dati parlano chiaro: c’è un rischio di infezioni quattro volte superiore al normale. Diventa quindi più alta la probabilità di contrarre raffreddori, bronchiti, tonsilliti, tracheiti, otiti e attacchi d’asma.

Non va meglio nemmeno negli adulti, che possono andare incontro a lungo andare a tumori ai polmoni e attacchi di cuore.

Il rispetto della legge può quindi essere fondamentale per preservare la salute di tutti. Al momento non c’è una normativa univoca che punta a preservare i diritti dei non fumatori, ma sono già state emesse sentenze di questo tipo. Il Tribunale di Milano, ad esempio, si è espresso recentemente su una situazione che si verifica frequentemente in molti posti di lavoro, la “pausa sigaretta che molti si concedono ma che può causare fastidio a qualcuno. Il divieto, secondo i giudici, deve infatti essere esteso anche ai posti di lavoro. L’imprenditore che non fa qualcosa di tangibile per far rispettare la norma dovrà quindi versare il risarcimento del danno nei confronti dei dipendenti che – non fumatori – inalano il fumo passivo