Vengo anch'io
Vengo anch'io

L’8 marzo sarà la festa della donna ma anche il giorno dell’uscita al cinema di “Vengo anch’io”. Si tratta del primo film con Maria Di Biase e Corrado Nuzzo nella doppia veste di registi e attori protagonisti. I due attori comici, dopo tanto teatro e televisione, ma anche diverse apparizioni sul grande schermo, hanno deciso di mettersi in gioco. Noi di TimeMagazine l’abbiamo visto lunedì mattina in anteprima all’Anteo Spazio Cinema di Milano.

La trama di “Vengo anch’io”

Ci sono un aspirante suicida, un’ex carcerata, un ragazzo con la sindrome di Asperger e una giovane atleta salentina. Non è l’inizio di una barzelletta, con il loro classico humour “politically uncorrect”, ma la trama di “Vengo anch’io”. Quattro personaggi che cercano di dare un senso alle loro vite, dopo anni di delusioni e sofferenze. Insieme intraprendono un viaggio, ironico e surreale, verso Brindisi che li porterà a trasformarsi in una (per quanto bizzarra) famiglia. Nonostante le problematiche affrontate, il film è piacevole e divertente, anche grazie alle amichevoli partecipazioni di grandi attori. Si va da un Aldo Baglio poliziotto ad un Vincenzo Salemme datore di lavoro. Il più divertente risulta comunque il ristoratore interpretato da Francesco Paolatoni.

Le note di regia

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo hanno spiegato che questo film “nasce dall’urgenza creativa di raccontare una bella storia. Volevamo parlare del diritto alla felicità che ogni essere umano dovrebbe rivendicare. Ai nostri personaggi abbiamo offerto un’ultima possibilità di salvezza. Sono tutti soggetti scorretti e instabili ma riescono a formare una famiglia, con cui si sentono finalmente a casa. Partendo dal nostro humour spesso cinico abbiamo scritto una commedia sorprendentemente piena di speranza“.

Considerazioni finali

“Vengo anch’io” ci ha convinto come storia di base ma ha lasciato diversi dubbi sulla formula. Lo stile teatrale, anche come recitazione, fatica ad adeguarsi al grande schermo. Difficile soddisfare il grande pubblico, che pure ha imparato ad amare questo due comico a Zelig e non solo. C’è da dire che la comicità non manca e si ride anche più di quanto non si faccia in altri film più leggeri. Merita infine un plauso Cristel Caccetta, credibile e gradevole nei panni della figlia Lorenza.