Anche questo mese, come già capitato a febbraio 2017, ci troviamo a fare i conti con un venerdì 17, un giorno che per i superstiziosi sarebbe poco fortunato. Molti non vedono quindi l’ora che si passi a sabato 18. Ma quali sono le origini di questa credenza tramandata anche ai giorni nostri?

Venerdì 17: cosa si pensa in Italia

Sono tanti i nostri connazionali che si tormentano quando si sta avvicinando un venerdì 17. Il timore che possa avvenire qualcosa di brutto è forte. L’idea nasce da un assunto molto particolare: il venerdì nella tradizione cristiana rappresenta la morte di Gesù, avvenuta appunto il venerdì santo, mentre il 17 è un numero che nella tradizione occidentale ha connotazioni negative.

C’è chi però in queste occasioni cerca di combattere la “negatività”. Ne è un esempio il Cicap, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale. Quando capita un venerdì 17 l’associazione organizza una serie di iniziative in Italia volte a combattere la superstizione. Anche questa volta il rituale verrà rispettato: “Per l’occasione abbiamo pensato a un percorso a ostacoli. Si passa sotto una scala aperta, si rompe uno specchio, si versa a terra del sale, si fa in mille pezzi una lettera con la classica catena di sant’Antonio, si apre un ombrello al chiuso e così via” – riferisce Maria Annunziata, coordinatrice dei gruppi locali.

Perché il 17 porta sfortuna

Ma perché si ritieni che il numero 17 non porti bene? I primi a pensarlo sono stati gli antichi Greci, che hanno coniato una parola per indicare questa idea: eptacaidecafobia, che significa proprio paura del numero 17. I discepoli di Pitagora inoltre non apprezzavano il 17 perché sta in mezzo tra il 16 e il 18, ritenuti numeri perfetti. (sono la rappresentazione pura dei quadrilateri 4×4 e 3×6).

Anche nel Medioevo il 17 non era particolarmente amato. I Romani, infatti, lo scrivevano così: XVII, ma spesso finiva per essere confuso con il suo anagramma VIXI, che in latino significa più o meno “vissi”, quindi “sono morto”.

Gli antichi romani ricordano inoltre un evento piuttosto negativo, la battaglia di Teutoburgo, che risale al 9 d.C.. Le legioni 17,18 e 19 vennero sconfitte amaramente dai germani di Erminio. Da allora deriva una connotazione fortemente negativa.

Venerdì 17: le altre credenze

A sorpresa c’è chi ritiene, al contrario, che il 17 sia fortunato. E’ una credenza tipica della Cabala, che apprezza il numero perché è risultato della somma numerica delle lettere ebraiche têt (9) + waw (6) + bêth (2), che lette nell’ordine danno la parola tôv “buono, bene”.

Secondo la tradizione anglosassone, invece, si pensa che sia il venerdì 13 a essere poco fortunato. Per spagnoli a latinoamericani questa idea si riferisce invece al martedì 13.