Uomo e comunicazione: l’uso intelligente della tecnologia, un film poetico e leggero

Uomo e comunicazione: l’uso intelligente della tecnologia, un film poetico e leggero

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Ogni giorno viviamo il dilemma uomo e comunicazione. Si cerca costantemente di migliorare il proprio rapporto con la tecnologia, spesso così invadente e poco “umana”. Ma basta sapersi ritagliare dei momenti per superare qualsiasi ostacolo. Come faccio io, quando a furia di chiamate, sms, whatsapp e quant’altro, l’altra sera ho spento il telefono e preso in braccio la mia piccolina. Sono rinato.

Uomo e comunicazione, darsi dei limiti

Perché, inutile dirlo, bisogna sapersi dare dei limiti. Giostrare momenti, eventi. Ore, minuti e secondi. Tutto ha una sua importanza, ma su tutto c’è il nostro rapporto con la tecnologia. E così, dopo “Papà” e “Una grande giornata”, ecco il terzo cortometraggio di Wind e Ogilvy&Mather. Un nuovo modo di esplorare il rapporto fra uomo e comunicazione. Poesia, leggerezza e intelligenza. Per cercare di carpire i segreti più nascosti della tecnologia e dell’uomo.

Le emozioni, prima di tutto

Perché è vero che la tecnologia ci permette di carpire istanti. Momenti unici, irripetibili. Ma l’emozione del vivere il momento non ha paragoni. Si potrà ricordare per sempre, anche meglio di una fotografia. Ed è proprio questo il messaggio che vuole lanciare il regista Giuseppe Capotondi. Immagini semplici, dove un piccolo gesto diventa grande. Cellulare abbassato, si torna a guardare la vita a occhi nudi. Film dove una adolescente fotografa, filma e condivide online. Ma alla fine arriva il saggio di danza della sorellina. E lei lo ammira.

Buzzoole

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