Locandina uno per tutti
Locandina uno per tutti

Otto anni dopo la simpatica commedia de “L’abbuffata”, il regista calabrese Mimmo Calopresti si ripresenta nelle sale cinematografiche italiane per affrontare il dramma del disagio giovanile e della crisi amorevole/familiare all’interno di un triangolo comprendente la figura di madre, padre e figlio.

“Uno per Tutti – racconta Mimmo Calopresti – è scritto partendo da un plot molto classico del cinema internazionale, un fatto del passato che si ripresenta ai suoi protagonisti ora adulti.”

LA TRAMA – In questo film ambientato nella Trieste di oggi e ieri, un ragazzo di buona famiglia riduce in fin di vita un suo coetaneo, costretto alla lotta tra la vita e la morte, ed è quindi incarcerato. Un cerchio che si era rotto molti anni prima si riapre improvvisamente: dopo oltre trent’anni di lontananza, tre persone si ritrovano chiamati a saldare i conti con il proprio passato, inchiodate dalle proprie responsabilità che, il padre del giovane indagato, presenta successivamente in conto ai suoi (ex) amici.

“Quei ragazzini, tutti provenienti da famiglie immigrate al nord negli anni 70’- parla Calopresti riferendosi a Gil, Vinz e Saro – trovano nella banda di quartiere il loro momento aggregante per riuscire ad affrontare la vita di comunità e il rapporto con gli adulti. In un primo momento, tutta la parte riguardante la loro infanzia e la vita delle loro famiglie al nord, era sviluppata come una vera epopea dell’immigrazione e degli anni d’oro del boom economico. Ma l’impossibilità di raccontare quel passato con un budget produttivo limitato, mi ha portato a riconsiderare quell’impatto narrativo. Ho scelto quindi, di raccontare solo la parte centrale (che riguarda l’avvenimento principale della loro esistenza) che consiste in un gioco stupido, ispirato ad un film di successo di quegli anni (Il Cacciatore)  finito tragicamente.”

CONSIDERAZIONI – Uno per Tutti è essenzialmente un noir esistenziale che ruota intorno alla vita del giovanissimo Teo (interpretato da Lorenzo Barone), un classico “pischello” di buona famiglia ricoperto dalle attenzioni dei genitori che, all’improvviso, è costretto a rispondere dell’accusa di omicidio davanti ad un insolito poliziotto (Giorgio Panariello) che cercherà in tutti i modi di “salvarlo” per poter riconquistare il passato rapporto con Gil (Fabrizio Ferracane), amorevole padre del giovane, ma spietato impresario privo di sentimento al di fuori della famiglia. All’interno del racconto liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Gaetano Savatteri figurano attivamente anche la premurosa mamma Eloisa (Isabella Ferrari), il dottor (zio) “Saro” (Thomas Trabacchi) e Greta, la fidanzatina di Teo. La nuova pellicola di Mimmo Calopresti segna infine il debutto cinematografico del sedicenne Lorenzo Barone e di un serissimo Giorgio Panariello, molto diverso dal personaggio televisivo e comico che tutti noi conosciamo.

2 COMMENTS

  1. Magari non sarà un capolavoro, ma credo che visto il momento che sta attraversando il cinema italiano bisogna anche tenere in conto la fatica per la realizzazione di questi lavori, rispettando e non mortificando il lavoro di registi, attori e di tutti quelli che partecipano alla realizzazione di questi film. Cmq per chi volesse leggere anche un altro parere consiglio la recensione di Roberto Teofani: http://lifestylemadeinitaly.it/uno-per-tutti-il-nuovo-film-di-mimmo-calopresti-la-recensione-in-anteprima/