Super Bowl
Super Bowl

Anche quest’anno l’America si ferma in occasione del Super Bowl, l’evento sportivo e mediatico più importante degli Stati Uniti. Lo scorso anno con una media di 111,5 milioni di telespettatori la finale del campionato professionistico di football americano (NFL) è stato il programma più seguito nella storia della televisione Usa. Numeri da capogiro che giustificano i 3,5 milioni di dollari che gli sponsor hanno deciso di investire per 30 secondi di spot pubblicitari.

Il Super Bowl, giunto alla 49ª edizione, va in scena all’«University of Phoenix Stadium» di Glendale, in Arizona. L’incontro va in onda in diretta, in esclusiva assoluta, su Fox Sports 2 HD (canale 213 di Sky) domenica 1 febbraio a mezzanotte e mezzo (in replica, lunedì 2 febbraio alle ore 21.45). Pre-partita in onda già dalle ore 23.00 con la presenza in studio di Massimo Marianella, Nicola Roggero, Daniele Caiola e Roberto Gotta, che interverranno anche durante il match, nel corso delle pause pubblicitarie, per commenti e curiosità. Sarà possibile interagire con lo studio di Fox Sports twittando con l’hashtag #foxnflitalia sull’account @FoxSportsIT.

 

A cantare «The Star-Spangled Banner», l’inno nazionale americano, sarà Idina Menzel, diva dei musical di Broadway che nel 2014 ha conquistato le classifiche mondiali con «Let It Go» dalla colonna sonora di «Frozen». Prima della partita si esibirà anche John Legend con la tradizionale «America the Beautiful». Nell’intervallo lungo (l’Half Time Show) tutti i riflettori sono invece puntati su Katy Perry, la popstar dei record (è lei la persona più seguita al mondo su Twitter con oltre 63 milioni e mezzo di follower), che canterà i suoi grandi successi (la scaletta resterà top secret fino all’ultimo minuto) e duetterà con Lenny Kravitz. Il loro obiettivo è quello di superare i risultati d’ascolto ottenuti da Bruno Mars con i Red Hot Chili Peppers nel 2014: 115 milioni e 300 mila spettatori, record di tutti i tempi per la televisione americana.

In campo si daranno invece battaglia i campioni in carica dei Seattle Seahawks, capaci lo scorso anno di vendicare la sconfitta subita dai Pittsburgh Steelers nel Super Bowl del 2006, e i New England Patriots, che finora contano tre vittorie su sette partecipazioni all’atto finale del campionato NFL.

Seattle è alla ricerca di un bis che non riesce a nessuno dal 2005, quando furono proprio i Patriots a riuscirci. Dopo aver conquistato la testa di serie numero 1 della NFC (National Football Conference) al termine della regular season, la franchigia dello Stato di Washington ha sconfitto nei Playoff prima i Carolina Panthers per 31-17, poi i Green Bay Packers nella finale della NFC Conference. Sotto 19-7 a 2’09’’ dalla fine, punteggio che aveva indotto diversi tifosi a lasciare lo stadio, per poi cercare inutilmente di rientrare, i Seattle Seahawks sono riusciti a conquistare il pass per il Super Bowl, imponendosi per 28-22 all’overtime. A fare la differenza il lancio da 35 yard effettuato dal 26enne Russell Wilson, quarterback di Seattle, scelto nel corso del terzo giro del Draft NFL 2012, per Jermaine Kearse.

In casa Patriots, invece, l’University of Phoenix Stadium evoca brutti ricordi: proprio lì, infatti, nel Super Bowl del 2008 i Pats furono sconfitti per 17-14 dai New York Giants. Un k.o. che non permise alla franchigia del New England di centrare la seconda perfect season nella storia NFL (i Miami Dolphins nel 1972 restano gli unici a esserci riusciti). Come Seattle, New England ha conquistato la testa di serie numero 1 nella sua Conference (l’American) alla fine della regular season per poi sconfiggere nei Playoff prima, in rimonta, i Baltimore Ravens per 35-31, poi gli Indianapolis Colts per 45-7 (seconda finale AFC di sempre con il maggior scarto). Per il 37enne Tom Brady, quarterback di New England nonchè marito della splendida modella brasiliana Gisele Bündchen, si tratta della sesta partecipazione al Super Bowl. In caso di vittoria Brady centrerebbe il quarto anello, raggiungendo così i due più grandi nel suo ruolo, Terry Bradshaw e Joe Montana.

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Nasce in Calabria, cresce a Milano. Mezzadro del mestiere, si sente più blogger che giornalista. Una vita trascorsa a pane e calciomercato, segue tutti gli sport ma non ne pratica uno, teoria che ha accompagnato i più grandi giornalisti italiani. Che sia la strada giusta? Forse. Per ora si diletta a fare il giornalista. Con che risultati, decidete voi...

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