Flavio Caroli
Flavio Caroli

È stato presentato nella splendida cornice della Sala Conferenze di Palazzo Reale a Milano il nuovo libro del Professor Flavio Caroli, Storia di artisti e di bastardi, edito da UTET. La nuova opera del noto storico dell’arte, autobiografica pur non essendo tale, si presenta come una divertente contro-storia dell’arte contemporanea. Flavio Caroli vi ha riunito tutta una serie di storie che riguardano episodi di vita di grandi artisti dell’epoca moderna cui lui stesso ha preso parte, racconti che per anni ha conservato e che oggi ha deciso di dare alle stampe. Facendo nascere quello che è poi diventato Storia di artisti e di bastardi.

Flavio Caroli si confessa

La presentazione a Palazzo Reale è avvenuta alla presenza di Filippo Del Corno (Assessore alla Cultura del Comune di Milano), Domenico Piraina (Direttore di Palazzo Reale), Gian Arturo Ferrari (Vice Presidente Mondadori Libri) e Carlo Tognoli (già Sindaco di Milano). A moderare l’incontro Daniela Mainini, Presidente Centro Studi Grande Milano. Proprio la Mainini ha introdotto la presentazione del libro di Caroli ricordando che: “Per il Centro Studi Grande Milano quello con il Prof. Caroli è divenuto un punto di incontro importante. Ci eravamo già visti lo scorso 24 novembre, con la promessa di un ritorno. Anche perché si parla molto di Arte ma si parla poco con l’Arte. Storia di artisti e di bastardi è la voglia di raccontare la vita e la verità, quello che è avvenuto in cinquant’anni. Perché, come dice Caroli stesso, sarebbe un peccato gettare tutto ciò. Ma questo libro è anche un nuovo sguardo sull’arte moderna – di cui molti ancora diffidano – costruito grazie ad aneddoti di vita vissuta”.

Flavio Caroli e Daniela Mainini
Flavio Caroli e Daniela Mainini

Artisti, bastardi ma non solo

La descrizione più calzante di Storia di artisti e di bastardi arriva forse da Gian Arturo Ferrari (Vice Presidente Mondadori Libri), che parlando del libro di Caroli afferma: “Questo libro apparentemente così diverso dagli altri è in realtà anch’esso un ritratto. Di chi? Di lui stesso. Questo libro è un autoritratto di Caroli, che forse non se n’è nemmeno accorto. Tracciando i ritratti di tutti questi artisti, in realtà stava tracciando proprio il suo. È lui che sceglie gli artisti, è lui che li guarda, che li osserva… per cui alla fine noi possiamo sapere chi è Caroli”.
L’intervento di Flavio Caroli ha quindi cercato di tracciare, in sintesi, quelli che sono i contenuti del libro, affrontando, attraverso una lectio magistralis, gli aspetti cruciali che i lettori potranno gustarsi nelle pagine di Storia di artisti e di bastardi. Il pubblico presente è stato accompagnato alla lettura del testo attraverso una serie di immagini (presenti anche all’interno del libro) che hanno permesso di conoscere dettagli particolari sulla vita e sulle opere di grandi artisti moderni e contemporanei e non solo.

Il milanese Caroli

Prima di rivolgergli alcune domande, Caroli ha voluto concludere così il suo intervento: “Agli artisti bisogna voler bene perché una cosa è certa: per inseguire il senso della bellezza della vita e della vita stessa sono pronti a giocarsi la pelle. È impressionante: grandi o piccoli che siano, su quella loro idea sono disposti a giocarsi la pelle, giorno dopo giorno. E questo l’ho potuto verificare in tutti. Tutto questo ci insegna – mi ha insegnato – che loro ci dicono: la bellezza ci avvolge, anche se noi spesso non ce ne accorgiamo. E invece dovremmo saper godere di tutto questo, per la nostra felicità, non per altro”.
Al termine della presentazione abbiamo scambiato quattro chiacchiere col Professor Caroli. Ecco cosa ci ha raccontato.
“Come mai ha scelto proprio questo titolo, Storia di artisti e di bastardi?”
“A me venne in mente subito, appena cominciai, molto in privato, a scrivere questi ricordi, queste interpretazioni. Il significato è molto semplice: questa è la storia vissuta da me, dagli artisti… e per quanto riguarda l’essere “bastardi”… sa, negli artisti è una caratteristica costantemente presente, in proporzioni diverse, e che si traduce anche in artisticità. L’essere bastardi è sì un modo negativo di definire ma nell’arte diventa anche positivo da questo punto di vista”.

I miliardi dell’arte contemporanea

“Fra tutti gli episodi che ha raccontato ce n’è qualcuno, in particolare, a cui è molto legato?”
“Forse arriverei a quelli di arte antica, probabilmente quello di van Gogh, il quale decide di morire ma poi si convince che era uno sbaglio ma poi muore veramente ed è contento di morire”.

“Prima si parlava di arte contemporanea e del fatto che non sempre è apprezzata come si dovrebbe. Cosa si potrebbe fare affinché riceva la giusta considerazione?”
“In realtà c’è il sospetto che dicevamo e che lei ricorda ma l’arte contemporanea costa miliardi e ha grande fortuna e grande successo. Forse sbagliato, forse male orientato ma ha enorme successo. È l’arte antica che non costa più niente. Forse dovremmo correre in soccorso dell’arte antica”.

“Ci racconta qualcosa sul suo rapporto con la città di Milano?”
“Sono nato a Ravenna, educato a Bologna e poi Roma e poi Milano, dove abito da quarantadue anni. Mi sento molto milanese e con questa città ho un ottimo rapporto. Perché sono qui? Sono arrivato per Il Corriere della Sera e mi sono trovato subito bene. È una città borghese, tutto sommato non aggressiva – al contrario di ciò che si pensa – e in cui si vive bene e non ci si sente assediati e rinchiusi”.

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