Steller
Steller

Chi l’avrebbe mai detto che i social network sarebbero divenuti così popolari? Talmente è il loro successo che vengono creati continuamente programmi per sfruttarne le notevoli potenzialità. L’obiettivo è soddisfare nel più vario modo possibile le diverse fasce di appassionati dell’informatica e, per quanto riguarda i novelli cantastorie, Steller rappresenta la risposta perfetta.

Introdotta nel marzo 2004, da programmatori provenienti dalle principali società della Silicon Valley (termine coniato per indicare la parte meridionale dell’area metropolitana dell’area di San Francisco) tra cui i fratelli Karen Poole e Brian McAniff, l’applicazione permette di costruire brevi racconti con le foto e i video presi col proprio cellulare.

Storie facilmente realizzabili con vari strumenti e messi a disposizione di una vasta platea, intrattenuta con argomenti di diverso genere, quali libri di cucina, post di blogger, esperienze personali e altro ancora. Un’opportunità a cui aderisce sia chi fa della scrittura un semplice svago che veri e propri professionisti, con i componimenti immessi sia nell’app che sul sito web.

Una volta effettuato l’accesso, ci si imbatte in un design elegante, ma allo stesso tempo estremamente intuitivo. Mentre si continua con il viaggio virtuale, ci si imbatte nei lavori degli altri users, tra i quali si può navigare secondo la categoria di appartenenza. Per quanto riguarda la nostra pubblicazione, una volta scelti dal dispositivo i contenuti da aggiungere, si può inoltre scegliere il layout più adatto e passare alle pagini seguenti.

Compiuto l’editing, manca solo la pubblicazione in rete, condivisibile pure tramite Facebook, Twitter e Twitter, così che la nostra community di amici prenderne visione e, perché no, commentarla. A rendere questo fulgido esempio di visual storytelling, termine coniato dal marketing nuova generazione, sempre più ricco ci sono le funzioni hashtag, menzioni, commenti e campo di ricerca, lanciate nell’ultimo periodo dal team di sviluppo, pronto a stupirci nell’immediato futuro.

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