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Stati Uniti d'America, photo credit: Flag Flying via photopin (license)

12 ottobre 1492. Una delle date maggiormente narrate nei libri di storia come tappa fondamentale per la nascita della società odierna, quale la scoperta dell’America di Cristoforo Colombo. L’esploratore di origine genovesi, dopo aver avanzato senza trovare fortuna i suoi propositi di circumnavigare la terra al re del Portogallo Giovanni II, trova sostegno nella regina di Castiglia Isabella. Le ragioni per l’aiuto economico vertono sulla necessità di consolidare le finanze dell’impero e, dati i costi relativamente moderati della spedizione, il re di Francia Carlo VIII avrebbe potuto sottrarre un grosso affare ai rivali.

La spedizione, avviata con le tre navi Niña, Pinta e Santa Maria, comincia il 3 agosto 1492, da Palos de la Frontera tre navi, destinazione Isole Canarie. Passano solo tre giorni prima della rottura del timone di Pinta, da cui la scelta di fare scalo a La Gomera per le dovute riparazioni. La ripresa del viaggio avviene il 6 settembre e, una volta assistito al fino allora sconosciuto fenomeno della declinazione magnetica (per lo sgomento dei marinai e conseguente tensione), Colombo decide di virare il 7 ottobre verso sud-ovest, una volta riscontrato di aver percorso 3652 miglia, già cento in più di quelle inizialmente previste.

L’assenza di risultati conduce il 10 a un’insubordinazione, ma il loro temerario comandante, fermo nei suoi propositi e convinto delle sue intuizioni, promette che sarebbero tornati indietro nel caso di mancati avvistamenti dopo altri tre o quattro giorni. La fiducia viene ripagata alle due di notte di venerdì 12 ottobre, quando Rodrigo de Triana avvista a bordo della Pinta la costa chiamata, in lingua locale, Guanahani e ribattezzata Isola di San Salvador, considerata inizialmente appartenente alle Bahamas.

Ad accoglierli la gentile tribù indigena Taino, di cui Colombo scrive nel suo diario: “Molti degli uomini che ho visto hanno cicatrici sui loro corpi, e quando cerco di scoprire come sia accaduto mi indicano che persone da isole vicine vengono a San Salvador per catturarli; essi si difendono come meglio possono. Credo che le persone dalla terraferma vengano a prenderli come schiavi”.

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