Pizza
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Roncadin, azienda friulana produttrice di pizza italiana di qualità per la grande distribuzione tedesca, ha iniziato la produzione delle pizze senza glutine realizzate grazie alla nuova linea nello stabilimento di Genova.

Roncadin aveva annunciato a ottobre il progetto per la nuova sede produttiva di Genova. La scelta è stata dettata tra le altre cose dalla posizione della città, snodo strategico per il commercio negli Stati Uniti. Infatti oltre il 70% del fatturato dell’azienda è generato dall’export, i cui mercati esteri principali sono Gran Bretagna e Germania. «In Italia e soprattutto all’estero il mercato richiede continue novità anche per quanto riguarda nicchie come quella dei prodotti vegani o senza glutine. La Roncadin da sempre presta attenzione alle novità del mercato e per questo arricchiamo continuamente di proposte la nostra offerta» afferma l’amministratore delegato Dario Roncadin.

Roncadin attualmente produce 390 mila pizze al giorno con l’obiettivo di arrivare a 80 milioni di pezzi prodotti in un anno, per un totale di 90 milioni di fatturato. A questi si aggiungeranno i 10 milioni di pezzi l’anno che Roncadin prevede di produrre nel nuovo stabilimento ligure. «Abbiamo deciso di realizzare una linea gluten free per soddisfare le esigenze di una nicchia del mercato, venendo incontro alle esigenze di chi non può o non vuole consumare prodotti contenenti glutine» continua l’amministratore delegato.

I capitali che sostengono l’operazione sono al 50% di Roncadin e al 50% del socio Francesco Palau, presidente di Appetais Italia, produttore di piatti pronti della cucina italiana.
Le prime due ricette messe in produzione sono quelle della pizza margherita gluten free e della pizza al salame gluten free che saranno distribuite a marchio Roncadin e a marchio Appetais.

A convincere i clienti è la qualità del Made in Italy sul quale l’azienda ha deciso di puntare: «Selezioniamo con cura gli ingredienti che usiamo –spiega Roncadin–. Per la base utilizziamo un mix di farine prodotti da mulini italiani e l’acqua del bacino idrico delle Dolomiti Friulane. Inoltre concediamo all’impasto il giusto tempo di lievitazione, dalle 5 alle 24 ore, utilizzando così pochissimo lievito, meno dell’1%. La cottura avviene in forno a legna, con tronchetti di faggio certificato e un forno in pietra refrattaria. E la farcitura è manuale: l’aggiunta degli ingredienti è eseguita a mano, con controllo anche dell’aspetto estetico».

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