Roberto Benigni: La vita è bella

Roberto Benigni: La vita è bella

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Roberto_Benigni_in_TuttoDante_a_Padova
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Pochi eventi sanno catturare le luci dei riflettori come la Notte degli Oscar, diventato ormai un’immancabile appuntamento annuale attorno al quale si fermano tutti i massimi organi di informazione e gli appassionati del grande schermo. Vincere la preziosa statuetta significa per un attore raggiungere il culmine di un’intera carriera di sacrifici e duro lavoro, figurarsi poi per un Paese come l’Italia, legato seconda tradizione da un filo inscindibile al mondo patinato di Hollywood.

Diverse le produzioni affermatesi oltreoceano, da miti di un’epoca lontana quali Vittoria De Sica e Federico Fellini, al protagonista di quest’oggi: Roberto Benigni. Nato il 27 ottobre 1952 a Manciano La Misericordia, in provincia di Arezzo, da una famiglia di contadini, si diploma come ragioniere, ma la personalità aperta, e dall’allegria contagiosa, lo porta presto a percorrere un cammino differente.

Compiuto il debutto, neanche ventenne, al Teatro Metastasio di Prato nel 1971, viene notato da Giuseppe Bertolucci, pronto nel 1975 a scrivergli il monologo “Cioni Mario di Gaspare fu Giulia”, portato in scena all’Alberichino di Roma e dunque per i palcoscenici di tutta la Nazione. Per lo stesso regista gira il film Berlinguer ti voglio bene, censurato da alcune sale, e senza un chiaro supporto dei media, la sua figura comincia a lasciar intravedere la propria imprevedibilità.

Il boom avviene però ne “L’altra domenica” di Renzo Arbore, come strampalato critico, a cui segue la conduzione nel 1980 del Festival di Sanremo. Sono questi gli anni di esordio dietro la macchina da presa, con cui prima conosce la compagna Nicoletta Braschi (da lì presenza immancabile nelle sue opere) e poi realizza la brillante commedia “Non ci resta che piangere”, in coppia con Massimo Troisi.

Nel 1988 esce “Il piccolo diavolo”, che lo ritrae al fianco di Walter Matthau, e successivamente i campioni di incassi “Johnny Stecchino” e “Il mostro”. Per il seguito internazionale, in parte già riscosso con una parte in “Il figlio della Pantera Rosa” di Blake Edwards, occorre attendere il tragicomico “La vita è bella”, premiato con gli Oscar 1999 (miglior pellicola straniera e attore protagonista) e il Gran Premio della Giuria alla rassegna di Cannes. Accolto positivamente coi suoi “Pinocchio” e “La tigre e la neve”, porta in scena la “Divina Commedia”, anche al di fuori dei confini italiani, per un format che registra pure incredibili ascolti in tv (oltre 10 milioni di spettatori all’esordio), replicati con “I dieci comandamenti”.

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