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La rivoluzione russa: un evento fondamentale per la storia del XX secolo. Questo avvenimento segna infatti la nascita di una delle più grandi potenze mondiali, con la contemporanea creazione di un nuovo sistema politico, quello del socialismo. Entrato in guerra nel 1914, l’impero dello zar Nicola II Romanov “gode” di molti oppositori.

Nel regime, icona dell’assolutismo, le condizioni economiche sono fortemente arretrate, basate prevalentemente sull’agricoltura ad appannaggio di pochi, grandi proprietari terrieri e una borghesia agraria. Per il resto, sono presenti numerosi appezzamenti divisi fra milioni di contadini, abitanti di piccoli villaggi che vivono ancora in case di legno e nella maggior parte analfabeti. Le recenti industrie sono invece limitate in poche aree, dove è concentrata una classe operaia comunque maltrattata, con orari prolungati e salari miseri.

A rendere ulteriormente più grave la situazione i disastri che porta con sé la guerra, condotta nell’Intesa, dove le truppe schierate sono male armate e soffrono fortemente la scarsezza di approvvigionamenti. Le prime insurrezioni vengono organizzate a partire dal 23 febbraio 1917, con donne e lavoratori che manifestano tutto il proprio disappunto, anche attraverso scioperi. Le ostilità si fanno sempre più accese, con alcuni corpi militari che danno manforte ai dimostranti e lo scontro dinnanzi alla polizia porta a decine di morti.

Il sistema non riesce più a controllare i contestatori e si rende così necessaria la formazione di due schieramenti, quali il Governo temporaneo (espressione del potere costituzionale, padroneggiato dai liberali moderati) e il Soviet di Pietrogrado (ossia gli oppositori, provenienti dalle fazioni dei bolscevichi, menscevichi e socialrivoluzionari). Detronizzato Nicola II, i due fronti hanno comunque forti contrasti, sia per quanto riguarda il modello di stato che per la continuazione della guerra e la questione agraria.

I sovversivi reclamano maggiore spazio e si propagano sempre più, a maggioranza bolscevica e con a capo Lenin, tornato dall’esilio. Approvata il 10 ottobre la soluzione rivoluzionaria, da parte del Comitato centrale, il 24 ottobre i bolscevichi iniziano a presidiare le zone strategiche della capitale. Il 25 ottobre 1917, il Primo ministro Kerenskij è dunque costretto ad abdicare, Lenin proclama l’ascesa al vertice e vengono varate le prime disposizioni, quali il potere ai soviet, la ripartizione delle proprietà ai contadini e la pace con la Germania.

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