Eni al Festivaletteratura di Mantovz
Eni al Festivaletteratura di Mantova

Raccontare l’Africa, un continente mitico e allo stesso tempo fatto di mille contraddizioni. Di città che sorgono dal nulla, al fianco di aridi deserti; di gente ricchissima che si alterna alla povertà più estrema. Un continente che è un mondo a sé stante, con tante culture e tante popolazioni unite tra di loro dall’amore per la propria terra. E cercare di raccontare questo amore e queste contraddizioni non è cosa semplice.

Raccontare l’Africa, ci pensa Eni

Un bell’esempio di narrazione, condita da un dibattito su cosa rappresenti oggi l’Africa per il mondo intero, è avvenuto durante il Festivaletteratura di Mantova: “L’Africa è il nostro passato, il presente e il nostro futuro”. Una frase, quella dell’attore Neri Marcorè, che riassume in pieno quello che c’è dietro all’evento Inedita Energia di Eni. Un momento di dialogo, dove si sono alternati Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e protagonista di Fuocoammare di Gianfranco Rosi (vincitore dell’Orso d’oro al Festival di Berlino nel 2016), Jean Leonard Touadi, senior advisor Fao, Ingy Mubiayi, esponente italo-africana della letteratura di migrazione e infine Jacopo Fo, che ha raccontato l’esperienza di “Il Teatro Fa Bene” in Mozambico.

L’Africa come punto di partenza e di arrivo

Eni non è nuova a questo tipo di evento. L’azienda italiana, che da sempre è impegnata nel continente nero, ogni anno organizza all’interno della kermesse l’evento Inedita Energia. Un evento dedicato alla ripubblicazione dei testi stampati negli anni Cinquanta e Sessanta sulla rivista aziendale Il Gatto Selvatico, con la partecipazione di ospiti prestigiosi chiamati, ogni anno, a ragionare e dibattere sul tema del volume pubblicato. Quest’ anno è stata l’Africa il centro della discussione.

Tanta commozione ricordando i morti in mare

Durante l’incontro c’è stato anche un momento di commozione quando Bartolo ha raccontato delle tante persone morte nel Mediterraneo: “Non sappiamo tantissimo dell’Africa, abbiamo notizie frammentarie e insufficienti. Cerchiamo di togliere di mezzo alcuni pregiudizi”, ha esordito Marcoré. A partire dal pensiero diffuso che si tratti di un unico paese. Esistono più di duemila lingue e centinaia di gruppi etnici in Africa, ognuno con le proprie credenze e culture. C’è anche un sentimento razzista radicato e diffuso tra le varie etnie africane. Una realtà complessa, la culla dell’umanità della quale si conosce forse solo quello che riesce ad arrivare ai nostri occhi e alle nostre orecchie.

Il teatro fa bene, parola di Jacopo Fo

Si è parlato anche dello spettacolo teatrale “Il teatro fa bene”. Realizzato da Jacopo Fo, con la collaborazione di Eni Foundation: “C’è un’immensa falsificazione sulla realtà africana –ha dichiarato Fo durante l’evento– serve un minimo di informazione sull’apporto che l’Africa ha dato alla cultura mondiale. A scuola studiamo Esopo ma non ci dicono che era nero. Così come non ci dicono che chi ha inventato l’agricoltura, l’astronomia, la geometria sono stati gli africani dell’Africa nera”.

L’impegno di Eni in Africa

Eni è partner del Festivaletteratura di Mantova dal 2008. L’azienda, che è anche partner della Nazionale Italiana di calcio, è da sempre vicina al continente nero ed è una delle realtà italiane più importanti in tutto il mondo. Tanto sul mercato italiano (qui l’articolo dedicato ai servizi di Genius) quanto su quello straniero, il cane a sei zampe è da sempre simbolo della grande imprenditorialità del nostro paese.

[In collaborazione con Eni]