Quando nacque Internet

Internet è ormai diventano uno strumento fondamentale praticamente per tutti noi, utile sia per motivi privati sia per motivi professionali. Pensare di farne a meno oggi sarebbe davvero impossibile.

Quando nacque Internet: il dominio.it compie 30 anni

Ogni giorno siamo abituati a visitare decine di siti, che ci forniscono numerose informazioni che poi possiamo riutilizzare per molteplici scopi. Tutto quello che oggi facciamo in maniera quasi automatica è stato però possibile grazie a quanto accaduto esattamente 30 anni fa. Il 23 dicembre 1987, è stato registrato il primo sito con dominio «.it». , quello tipicamente italiano. A chi dobbiamo questa azione così importante entrata di diritto nella storia?

Quel sito apparteneva al Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, che fin dall’inizio si è occupato di fare da registro ai portali caratterizzati da questo suffisso.

Da allora quotidianamente vengono registrati moltissimi nuovi siti. I numeri sono davvero importanti: secondo gli ultimi riscontri di parla di circa 30 mila registrazioni nuove ogni mese. Un ritmo così elevato è stato reso possibile grazie alla maggiore facilità con cui è possibile aprire un proprio sito personale. A partire dal 2004, infatti, ogni cittadino maggiorenne appartenente a uno dei Paesi dell’Unione Europea può registrare un numero illimitato di domini «.it».

Al momento l’Italia può vantare oltre 3 milioni di domini. Un numero certamente importante, ma ancora troppo basso rispetto a quanto accade in altri Paesi, a conferma di come il Bel Paese debba lavorare ancora a lungo per risolvere il divario tecnologico. In Germania, ad esempio, ci sono 6 milioni di domini per 82 milioni di abitanti. In Olanda, invece, i domini sono addirittura il doppio dei nostri (6 milioni) con una popolazione inferiore di un terzo alla nostra (17 milioni).

Quando nacque Internet: un divario da ridurre

Sono soprattutto professionisti e piccole/medie imprese che potrebbero dare un contributo importante a incrementare il numero di domini nazionali. La Commissione Europea ci invita però a riflettere sulla situazione attuale: solo un terzo di loro può vantare un sito perfettamente accessibile. Un dato che ci deve fare riflettere: per una società, anche di piccole dimensioni, poter contare su un portale contenente tutti i dati di contatti e informazioni dettagliate sull’attività può servire a farsi conoscere meglio e quindi anche a incrementare il proprio fatturato.

Anche l’e-commerce, il commercio elettronico, riscuote ancora una notevole diffidenza. Non tutti infatti comprendono i vantaggi che ne derivano. In questo modo si ha infatti la possibilità di abbattere le barriere di tempo e spazio: quando si ha la volontà o la necessità di fare un acquisto lo si può fare senza alcun tipo di limitazione. Solo un’azienda su dieci sembra avere però al momento un’efficace shop online.

Quando nacque Internet: il primo blog

Il 23 dicembre è una data decisamente storica per gli appassionati di internet. Esattamente 20 anni fa, infatti, vede la luce il primo blog, una forma di comunicazione ormai sempre più diffusa.

L’idea viene a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decide di aprire una pagina online per descrivere la sua attività. La sua idea era quella di condividere in rete i risultati delle sue analisi rendendolo una sorta di “diario personale”. In quell’occasione conia infatti il termine “weblog”, poi accorciato per semplicità in “blog”.

Ora i weblog presenti online sono tra i 10 milioni e i 35 milioni solo negli Stati Uniti. Per molti possederne uno è quasi diventato un “must”.