Primo Levi: 30 anni fa l’addio allo scrittore sopravvissuto all’Olocausto

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Primo Levi

Sono trascorsi 30 anni dalla scomparsa di Primo Levi, scrittore diventato tristemente noto per avere raccontato il dolore vissuto quando venne deportato nel campo di concentramento di Auschwitz.

Primo Levi: gli studi e la cattura

Primo Levi nasce a Torino il 31 luglio 1919 e manifesta sin da giovane una grande passione per la letteratura. Questo lo porta a frequentare il liceo D’Azeglio di Torino, uno dei più noti per i docenti celebri. All’istituto si legano anche diversi oppositori del fascismo come Augusto Monti, Franco Antonicelli, Umberto Cosmo, Zini Zini e Norberto Bobbio.

Con il passare degli anni l’esperienza da studente lo porta ad amare anche la chimica e la biologia. Al termine delle superiori si iscriverà alla Facoltà di Scienze dove si laurea con lode nel 1941.

La sua vita cambia radicalmente nel 1942, quando si trasferisce a Milano per lavoro. In quel periodo viene inevitabilmente coinvolto dagli orrori della guerra. Nel 1943 prova però a rifugiarsi ad Aosta insieme ad altri partigiani, ma viene ben presto scoperto e catturato. dalla milizia fascista. Un anno dopo si ritrova internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz.

Primo Levi: la prigionia raccontata in “Se questro è un uomo”

La terribile esperienza vissuta nel lager viene raccontata in un libro che ancora oggi viene studiato nelle scuole: “Se questo è un uomo”, pubblicato nel 1947. Qui con una lucidità fuori del comune troviamo il dolore vissuto in quel periodo e la paura costante di perdere la vita come accaduto a molti compagni.

Viene liberato il 27 gennaio 1945 in occasione grazie all’arrivo dei russi nel campo di Buna-Monowitz, anche se il suo rimpatrio avverrà solo nell’ottobre successivo.

Primo Levi: “La Tregua”

Un altro libro che ha segnato in modo indelebile la storia è certamente “La Tregua”, uscito nel 1963. Qui viene raccontato il momento del ritorno a casa subito dopo la liberazione dalla prigionia. Tornare alla realtà quotidiana non è certamente semplice come si sarebbe aspettato.

Quest’opera gli permette di conquistare il premio Campiello. Un’ulteriore conferma di come la critica apprezzi il suo modo di raccontare la realtà senza pregiudizi.

Levi muore suicida l’11 aprile 1987. Non si conoscono ufficialmente i motivi del suo gesto, ma sembra probabile che a generarlo sia stato il dolore per l’esperienza vissuta mai del tutto superata. Sono molti inoltre gli ebrei sopravvissuti all’Olocausto a nutrire, involontariamente, un senso di colpa nei confronti di chi non è riuscito a salvarsi.

Primo Levi: l’omaggio di Sky

Nel 30esimo anniversario dalla scomparsa di Primo Levi Sky ha deciso di rendergli omaggio. Stasera alle 22.05 andrà infatti in onda su Sky Arte (canale 120 e 400 della piattaforma satellitare) un documentario dal titolo “Primo Levi e le sue storie”.

Qui si cercherà di ripercorrere la testimonianza lasciata dallo scrittore, in grado di raccontare con fervido realismo il dramma da lui vissuto. Ancora oggi è infatti considerato il migliore testimone del dramma di Auschwitz. E’ inoltre riconoscimento come un narratore, un uomo di scienza e un pensatore di rango internazionale.

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