Papà e bambina, Foto pixabay, sarahbernier3140
Papà e bambina, Foto pixabay, sarahbernier3140

Essere papà e blogger, genitore e giornalista. Lavorare senza orari e avere a cuore anche la crescita dei propri bambini. Una cosa per nulla semplice, spesso sottovalutata dai papà. Richiede sacrificio, impegno, voglia di crescere. Sì, voglia di crescere. Perché quando si diventa papà, la vita di un uomo cambia totalmente.

Papà e blogger, istruzioni per l’uso

Ben inteso, non che per la mamma non sia un cambio radicale. Assolutamente, anzi. Forse ad essere colpita per prima, psicologicamente e fisicamente, è proprio lei. Ma per il papà è un qualcosa di diverso. Perché se prima pensava al sostentamento della famiglia, al divertimento, al guardare la tv o organizzare la pizzata con gli amici, ora le cose cambiano. Non basta semplicemente “fare la spesa” o portare giù la spazzatura. Ora serve un impegno diverso.

Papà e figlio, foto Pizabay:Pexels
Papà e figlio, foto Pizabay:Pexels

Giornalista, blogger o papà?

Impegno che spesso si scontra con gli orari disumani di un lavoro senza sosta. Perché chi opera in ambito comunicativo lo sa: la certezza è solo l’orario di inizio in una giornata media. E che dire del weekend, come comunque un’occhiata almeno alle email viene data sempre. Per non parlare di chi, come il sottoscritto, magari segue eventi sportivi sul posto. Questo, però, non può essere una scusante o un ostacolo naturale al non voler diventare a tutti gli effetti un papà modello.

Il papà deve fare, non guardare

Le famiglie dove i papà sono perfettamente in grado di provvedere a tutto esistono. Le famiglie dove i papà non fanno molto in casa anche. Ma con l’arrivo di un bebè, l’uomo è costretto a rendersi conto che deve divenire parte attiva del nucleo familiare. Cucinare? Perché no. Stirare? All’occorrenza. Lavare i pavimenti? Gradito. Ma anche cambiare il pannolino, fare il bagnetto, rifare lettone e lettino e così via.

Figlio e papà, foto Pixabay:Unsplash
Figlio e papà, foto Pixabay:Unsplash

L’azione genitoriale

I papà hanno sicuramente un modo diverso di fare le cose rispetto alle mamme. Sono forse meno accondiscendenti, sono più irascibili ma non per questo vogliono meno bene ai piccoli. Di sicuro, imparano in fretta. Trio, pannolini, seggiolini e così via. Roba che si impara velocemente. Il vero problema è, come detto, coniugare orari di lavoro disumani alla voglia di stare con la propria famiglia. La soluzione non c’è, purtroppo. Bisogna trovare prima di tutto una donna che capisca anche le tue esigenze (e io, da questo punto di vista, sono molto fortunato). Poi rinunciare al rinunciabile, se possibile. E poi, perché no, iniziare a coinvolgere nelle proprie attività anche mamma e figlio o figlia. Perché, in fin dei conti, se le cose si fanno assieme c’è anche più divertimento.