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“Credo di sapere cosa si prova ad essere Dio”

Nato il 25 ottobre 1881 a Malaga, la passione di Pablo Picasso per la pittura gli viene trasmessa dal papà Josè Ruiz Blasco, di professione docente della Scuola delle Arti e dei Mestieri e conservatore al museo della città, ma che nel tempo libero dipinge per decorare le sale da pranzo, principalmente colombi, osservati con notevole attenzione nei loro comportamenti e pure cresciuti.

Il talento del figlio è così imponente che, ancor prima di parlare, inizia a disegnare, così bene che il padre, nel giro di pochi anni, gli chiede una mano per la cura dei dettagli. Trasferitosi a La Coruna con la famiglia, inizia i suoi studi, continuati quando sempre assieme ai suoi cari prende residenza a Barcellona. Vinto a Madrid il concorso dell’Accademia Reale, i lavori su tela migliorano sempre più e conducono all’eccezionale Scienza e carità, legato ancora alla tradizione ottocentesca.

Lo stesso periodo si dimostra una tappa fondamentale per la sua espressività, caratterizzato da strumenti sempre nuovi e l’assunzione del nome della madre come proprio pseudonimo. Il primo febbraio 1900 porta in scena la prima mostra personale nella sala degli spettacoli teatrali di “Els Quatre Gats”, per un successo straordinario sebbene l’obiettivo iniziale fosse di indignare gli spettatori. Con la popolarità che cresce sempre più, nell’estate 1900 va a vivere a Montmartre, dove per qualche mese trascorre un’esistenza moderata grazie alle sue produzioni.

Ritrovata la Spagna, un’esperienza segnata tragicamente dal suicidio Casagemas per una delusione d’amore, rientra in Francia e, affermatosi pure in qualità di scultore e incisore, rimane sbalordito dalle maschere dell’Africa Nera, esposte al palazzo Trocadero a Parigi. La rappresentazione gli fornisce l’ispirazione per inaugurare il movimento del cubismo con “Les Demoiselles d’Avignon”.

Nel frattempo gli anni trascorrono e le due guerre mondiali lasciano innegabilmente il loro segno e l’opera “Guernica” (dalla città basca bombardata dai tedeschi), esibita all’Esposizione Universale di Parigi 1937, si rivela icona della battaglia al fascismo. Dagli anni ’50 in poi la notorietà cresce sempre più in un susseguirsi di capolavori conclusi da “Personaggio con uccello”, prima dell’improvvisa scomparsa l’8 aprile 1973 all’età di 92 anni.