Origini della Pasqua: i rituali più significativi per la tradizione ebraica e...

Origini della Pasqua: i rituali più significativi per la tradizione ebraica e cristiana

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La Pasqua è certamente una festività sentita da numerosi popoli, anche se nel tempo ha assunto differenti interpretazioni.

RACCONTI MILLENARI – Derivante dal termina latino e greco pascha, le origini sono legate al termine pesah (“passare oltre”) utilizzato dagli ebrei, molto legati alla celebrazione. Probabilmente le origini risalgono a popolazioni nomadi del Vicino Oriente e quando le tribù diventano più sedentarie passa a essere una specialità agricola, in cui viene cotto il pane azzimo. A darvi un preciso significato Mosé con l’Esodo ovvero la liberazione del popolo giudeo dalla schiavitù d’Egitto. I secoli passano e il rituale, pur sottoposto a leggeri modifiche, conserva sostanzialmente la medesima essenza. La massima solennità dura sette giorni e proprio in uno di questi, secondo la narrazione evangelica, viene istituito il sacramento dell’eucarestia.

LE USANZE – Per quanto riguarda il mondo cristiano viene glorificato il sacrificio del figlio di Dio, Gesù di Nazareth che, dopo essere stato crocifisso, risorge per liberare gli uomini dal peccato originale. Previsto anche in Italia il periodo di penitenza. La cosiddetta Quaresima dura 40 giorni e va dal mercoledì delle Ceneri al Sabato Santo, cioè il sabato antecedente alla cerimonia. Nel corso della Settimana Santa i paesi cattolici tengono diversi riti volti a rievocare la passione di Cristo come case benedette, agnelli pasquali consumati e uova distribuite a forma di colomba. Assai diffusa nelle nostre città e pure in Spagna la “Processione del Cristo Morto”, che si svolge di solito il Venerdì Santo. Molti paesi ne hanno persino due in contemporanea, una col Cristo morto, l’altra assieme alla Vergine Addolorata. Partite da chiese diverse, fissano un preciso punto di incontro dove avviene “l’affrontata”, cioè l’incontro di Maria e il figlio defunto.

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