Nicola Danza: un designer alla conquista del mondo

Nicola Danza: un designer alla conquista del mondo

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Ci sono storie belle da raccontare perché hanno il lieto fine; e poi ce ne sono altre che, invece, portano un insegnamento tale ai giovani che vale davvero la pena di parlarne. E Nicola Danza, designer di Milano, di strada ne ha fatta davvero tanta: è lui l’artefice delle linee, belle e sinuose, della nuova Hyundai Tucson, presentata recentemente a Berlino alla stampa europea. Ed è sempre lui che, in precedenza, aveva dato i natali (e le forme, s’intende…) alla X35 sempre dell’azienda asiatica. Prima, una lunga esperienza all’interno del Gruppo Fiat. Poi la sfida con il gigante coreano, un’avventura estera che si è rivelata subito vincente. Un amore che ancora continua a gonfie vele.

Nicola Danza oggi è un punto di riferimento all’interno di Hyundai ed è uno dei pilastri del team europeo di designer, che ha la sua sede a Russenheim, alle porte di Francoforte, in Germania: “Ma mi piace ogni tanto tornare in Italia”, afferma. Già, l’Italia. Paese che coltiva talenti ma ai quali difficilmente riesce a dare un avvenire. Una storia già sentita mille volte, ma Nicola non se ne preoccupa e, anzi, ricorda con affetto: “Devo solo dire grazie al gruppo Fiat, che mi permise di crescere e imparare davvero a fare il mio lavoro – le sue parole – quando è arrivata l’offerta di Hyundai, però, ho accettato subito. Era una sfida lanciata e ho colto l’occasione”. Decisione presa, carriera che decolla. Nicola Danza si è fatto tutto da solo, con la più classica delle gavette dopo anni di studio.

Dallo IED di Torino (Istituto Europeo di Design) al Gruppo Fiat, il passo era fin troppo breve: “Ho lavorato per cinque anni in Fiat e due in Lancia, un’esperienza assolutamente formativa – prosegue il diretto interessato – da dieci sono all’interno di Hyundai e devo dire che il metodo di lavoro dei coreani mi ha assolutamente conquistato”. Come mai? “Perché sono un po’ gli italiani d’Asia: sono pazzi, lasciamo da parte l’idea dell’asiatico fatto tutto di regole e composto. A volte mi trovo di fronte a delle scelte che mi lasciano davvero senza fiato. Ovviamente, in positivo”.

Tutto il mondo è paese, verrebbe da dire. Ma una differenza, tra l’Italia e la Germania, c’è: “Qui mi sento maggiormente realizzato – precisa Nicola Danza, una vita ormai pienamente tedesca ed un lavoro alla coreana all’interno di un guscio tutto italiano – e non lo dico soltanto perché mi trovo a lavorare all’interno di un grande gruppo e una grande azienda, dove ho anche un ruolo importante. Lo dico perché qui, se dici che sei un designer, tutti sanno che cosa vuol dire, che lavoro fai e ti rispettano proprio per questo. In Italia, invece, manca questa cultura. Mi dispiace, perché comunque sono molto legato alla mia terra”.

Un legame che si vede nella vita di tutti i giorni: si mangia italiano a casa Danza, c’è poco da fare. Anche se la moglie di Nicola è inglese e il figlio va a scuola in Germania: “Meglio per lui, crescerà perfettamente trilingue”, afferma sorridendo.

Ma cosa vuol dire essere un designer di esterni di auto? “Significa immaginare, cercare sempre qualcosa di nuovo, sognare. Quando abbiamo creato la Hyundai Tucson, ad esempio, la prima cosa che abbiamo cercato di ricreare era il concetto di creatività, innovazione, essere alla moda. Quello che è poi il DNA di Hyundai e che sta alla base della nostra azienda”. La nuova nata della marca asiatica è un concentrato di tutto questo, segno che l’estro di Nicola Danza ha centrato appieno il suo obiettivo. Finestrini più piccoli, muso che ricorda quello delle auto americane, mix di sportivo ed elegante: “Ho cercato di ricreare tutto questo perché volevamo innovare – prosegue Nicola – è anche questo il mestiere del designer, cercare di creare qualcosa di nuovo ed accattivante”.

Avere un italiano così in auge è ancora una volta la riprova che, con il duro lavoro, si può arrivare a grandi livelli. Anche Nicola Danza, come molti altri italiani, ha dovuto però emigrare per cercare fortuna e avere riconosciuta la sua professionalità. Questo è un grande problema per l’Italia, che spesso non riconosce la bravura delle sue eccellenze e non gli permette di esprimersi: “Non è facile fare certe scelte – le sue parole – bisogna anche avere il coraggio di mollare tutto, ricominciare da capo. Quando Hyundai mi ha chiamato erano i primi anni 2000, un periodo in cui la casa coreana ancora non aveva una forte penetrazione sul mercato. Ma ho creduto in loro e loro hanno creduto in me. E oggi stiamo a parlare di una nuova vettura”. Con un design innovativo, tutto merito dell’estro di un grande designer italiano. Partito da Milano alla conquista prima di Torino e poi del mondo intero.

Come si vive in una piccola città tedesca?

Si vive molto bene, tutto molto organizzato, pulito e tranquillo; anche se a volte fin troppo. L’Italia, la famiglia e gli amici mancano sempre, ma quando ebbi l’occasione di parlare con la Hyundai l’impressione fu che come azienda avessero grandi piani per il futuro e questa cosa, combinata col cercare sempre nuove sfide, mi convinse a cambiare azienda. Se tornerei indietro? Indietro mai, avanti sempre”. Certo è che Nicola Danza rappresenta il classico giovane capace di emergere: “Come designer cerco sempre di non essere realizzato cercando sempre nuove sfide – conclude – ai giovani italiani mi sento solo di suggerire di seguire i propri sogni ovunque li portino e di muoversi in giro per il mondo, prima di tutto è un’esperienza incredibile e poi è il modo migliore per crescere, farsi conoscere e farsi apprezzare. Siate sempre curiosi”.

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