Natale

Il Natale è una delle feste più amate ma attesissima soprattutto dai più piccoli, che non vedono l’ora di scartare i regali sotto l’albero. Ma come si celebra questa particolare ricorrenza oltre i nostri confini? Vediamo alcune delle tradizioni più diffuse.

Natale: come si festeggia in Inghilterra

L’Inghilterra è uno dei Paesi in cui il Natale è più sentito. Addirittura le tradizioni tipiche di questo periodo prendono il via a novembre, quando i primi a essere coinvolti sono i bambini. I piccoli sono infatti chiamati a sreivere la classica letterina di Babbo Natale. Qui elencano i desideri relativi ai regali che vorrebbero ricevere il 25 dicembre. In alcune zone del nostro Paese è consuetudine ritrovarsi con amici per un ricco cenone nella sera della Vigilia, ma nel Regno Unito questo non accade. C’è però una tradizione che viene portata avanti: i bimbi appendono al camino un paio di loro calze accompagnate da latte e Mince Pie (tipico dolce natalizio) per ringraziare Babbo Natale dei doni che porterà.

Il pranzo di Natale prevede alcune portate tipiche. Tra queste, ci sono tacchino, Christmas Pudding e Christmas cake. Prima di iniziare a cenare ogni commensale è chiamato a compiere un rito particolare: far scoppiare il “Christmas Cracker”, un tubo ci carta confezionato come una caramella, presente nel suo piatto. All’interno solitamente è contenuto un particolare regalo, uno scherzo o le corone di carta che molti inglesi indossano a tavola.

Un altro appuntamento da non perdere è previsto alle 18 del 25 dicembre. A quell’ora si tiene infatti “l’afternoon thè”: in questo frangente si beve il thè tutti insieme accompagnato da dolcetti vari.

Natale: le tradizioni negli USA

Negli Stati Uniti il percorso di avvicinamento al Natale è ricco di momenti interessanti. Si parte già dal mese di novembre con il cosiddetto “Black Friday“, in programma il venerdì dopo la Festa del Ringraziamento. In questa giornata è possibile fare shopping a prezzi decisamente vantaggiosi e iniziare a pensare ai primi regali.

Anche qui, come in Inghilterra, si prepara la Mince Pie alla vigilia, accompagnata da qualcosa (preferibilmente latte e biscotti) per Babbo Natale. In questo periodo è praticamente impossibile trovare una casa senza alcun addobbo: spesso si scatena addirittura una “gara” tra vicini per cercare di realizzare il più bello.

Natale: la particolare atmosfera austriaca

Uno dei Paesi in cui le festività natalizie sono particolarmente sentite è certamente l‘Austria. Qui ogni anno vengono organizzati i celebrii mercatini dove è possibile trovare numerose idee regalo.

L’albero non può mancare nemmeno qui. C’è però una tradizione particolare da seguire: questo particolare compito viene svolto dalle mamme, che allontanano i loro bambini in questo particolare momento per poi riaccoglierli in casa quando tutto è ormai addobbato. Non appena faranno ritorno, i bimbi penseranno che tutto sia stato fatto dal “Christkindl”, ovvero il “Bambino Gesù”.

A 3 giovedì dal Natale  per tradizione, si va di casa in casa a cantare il tipico canto chiamato “Glöcklerlied”. In cambio si riceveranno noci e mandarini. Come usanza i bambini prima di aprire i regali davanti l’albero recitano poesie, raccontano favole Natalizie oppure cantano. Il pranzo del 25 dicembre è davvero caratteristico e prevede salsicce e crauti.

Natale: come festeggiano le popolazioni africane

L’Africa è certamente una delle zone nel mondo in cui emergono le principali differenze nel modo in cui si celebra il Natale. A seconda delle zone, però, non tutti festeggiano nello stesso giorno. Chi è legato alla Chiesa Copta ortodossa infatti celebra questa ricorrenza il 7 gennaio.

Questo particolare periodo dell’anno in quelle zone coincide con la fine della raccolta del cacao, un prodotto fondamentale per quelle popolazioni, e inevitabilmente questo incide anche sul modo in cui si festeggia. Per l’occasione i lavoratori tornano alle loro famiglie, mentre i giovani si ritrovano a girare tra i vari villaggi intonando inni natalizi.

Il piatto tradizionale è il nyama choma, l’arrosto di capre. Anche le pietanze presenti in tavola variano spesso a seconda delle zone. In Sudafrica siamo in piena stagione estiva e così il pranzo si tiene all’aperto, a base di tacchino, roast beef, maialino da latte, riso giallo con uva passa, verdura e plum pudding. Il menu varia in Ghana e Congo, dove si punta su riso e pasta di patate, manioca o mais, il fufu, zuppa di okra, polenta e carnut. In Etiopia tutto è rimandato al 7 gennaio, giorno in cui si mangiano la injera, una frittella di pasta acida come il pane e il Doro wat, uno stufato di pollo piccante, serviti in cesti decorati fatti a mano.