Mario Draghi
DAVOS/SWITZERLAND, 25JAN13 - Mario Draghi, President, European Central Bank, Frankfurt is captured during the special address session at the Annual Meeting 2013 of the World Economic Forum in Davos, Switzerland, January 25, 2013. Copyright by World Economic Forum swiss-image.ch/Photo Remy Steinegger

Mario Draghi, uno degli economisti italiani più importanti, festeggia oggi il suo 70esimo compleanno.

Mario Draghi: una grande passione per l’economia

Draghi si è laureato in economia con 110 e lode all’Università La Sapienza di Roma nel 1970. Il titolo però non gli basta e decide di migliorare ulteriormente le sue conoscenze al MIT (Massachusetts Institute of Technology), dove ottiene il PhD nel 1976.

I primi incarichi in ambito lavorativo sono in ambito didattico. Ottiene la cattedra elle università di Trento, Padova, Ca’ Foscari di Venezia e presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. Nell’ateneo toscano insegna Economia e politica monetaria.

Mario Draghi: l’incarico al governo

La capacità di Draghi di gestire momenti storici legati alla nostra economia è innegabile e lo porterà così a svolgere incarichi importanti.  Nel 1983 diventa consigliere di Goria, ministro del Tesoro del primo governo Craxi.

Dal 1991 al 2001 è Direttore Generale del Ministero del Tesoro. Gli apprezzamenti non mancano: sarà così confermato da altri premier importanti come Amato, Ciampi, Berlusconi, Dini, Prodi e D’Alema. Tra le misure più importanti da lui introdotte ci sono le privatizzazioni delle società partecipate in varia misura dallo Stato italiano.

La stagione delle privatizzazioni, da lui fortemente volute, porterà risultati importanti: lo Stato riuscì infatti a guadagnare ben 182 miliardi di lire grazie al coinvolgimento di società importanti del calibro di IRI, Telecom, ENI, ENEL, Comit e Credit. A confermare la bontà del suo operato furono i numeri: in dieci anni, dal 1991 al 2001, il PIL italiano scese del 10%.

Si deve a lui anche la normativa in materia di diritto societario (chiamata proprio Legge Draghi). L’economia italiana riuscì a beneficiare ulteriormente del suo operato anche successivamente, quando arrivò a capire quanto fosse importante introdurre fare qualcosa di tangibile per ridurre il debito nazionale. Fu tra i primi a capire che il calo dell’inflazione avrebbe portato alla diminuzione di cittadini pronti a mettere da parte i propri risparmi in BOT (Buoni Ordinari del Tesoro). Questo spinse molti cittadini a indirizzarsi verso azioni e obbligazioni. Non sono mancati quindi i suoi oppositori, pronti a puntare il dito contro di lui (su tutti Bertinotti e Pomicino), pronti a dargli addirittura la responsabilità di fallimenti celebri come quelli di Cirio e Parmalat.

Dal 2002 al 2005 Mario Draghi è vicepresidente per l’Europa di Goldman Sachs, quarta banca d’affari al mondo.

Mario Draghi: alla guida della Banca d’Italia

Le doti dimostrate negli anni precedenti lo portano ad assumere nel 2005 la guida della Banca d’Italia. L’incarico da svolgere era tutt’altro che semplice: l’organismo era infatti reduce dallo scandalo di Bancopoli. Sotto il suo patrocinio si realizzano diverse fusioni bancarie importanti proprio per sottolineare quanto il suo modo di operare fosse diverso da quello del suo predecessore, Antonio Fazio.

Le conseguenze delle sue azioni sono ancora oggi tangibili. Unicredit si fonde con Capitalia, Intesa con Sanpaolo IMI, Banca Popolare di Verona e Novara con il gruppo Banca Popolare di Lodi, Banche Popolari Unite con Banca Lombarda.

Draghi aveva chiaramente in testa cosa fosse necessario fare qualcosa per risollevare il Paese. Tra i suoi cavalli di battaglia ci sono la riduzione del debito pubblico, taglio delle spese correnti, aumento degli investimenti, riforma della previdenza, diminuzione dell’inflazione, innalzamento dell’età pensionabile, sostegno alle imprese da parte delle banche. Celebre inoltre il discorso pronunciato nel 2008 quando arrivò a mettere in evidenza le differenze economiche tra Nord e Sud d’Italia.

A giugno 2011 diventa presidente della BCE (Banca Centrale Europea), dove si impegna attivamente per risollevare l’Euro. In quest’opera non manca però chi ritiene che l’esperimento della moneta unica sia drasticamente fallito. Un’altra mossa fortemente voluta risale al gennaio 2015, quando viene lanciato il quantitative easing, che consente di acquistare titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona.