Maria Di Biase e Corrado Nuzzo
Maria Di Biase e Corrado Nuzzo

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo sbarcano al cinema. Dall’8 marzo sarà infatti nelle sale “Vengo anch’io”, primo film con i due comici nella doppia veste di registi e attori protagonisti. Noi di TimeMagazine l’abbiamo visto in anteprima all’Anteo Spazio Cinema di Milano. Non solo: abbiamo poi intervistato proprio Maria e Corrado, sul grande schermo dopo anni di “Mai dire gol”, “Zelig” e “Quelli che il Calcio”.

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo
Maria Di Biase e Corrado Nuzzo

L’intervista a Maria Di Biase e Corrado Nuzzo

La prima domanda è stata proprio sul parallelo tra teatro e cinema: “E’ tutto completamente diverso. Ci siamo dovuti attenere alla sceneggiatura, senza improvvisare come spesso facciamo quando possiamo sentire il respiro del pubblico. Ci siamo rimessi in gioco, con ruoli anche difficili, sia divertenti che toccanti. Ce ne siamo accorti anche in sala. Siamo riusciti a portare la nostra comicità del surreale e il nostro linguaggio sul grande schermo”.

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo
Maria Di Biase e Corrado Nuzzo

“Vengo anch’io”, punto di partenza

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo non si sentono ‘arrivati’, dopo questo progetto. “Vedremo come andrà col grande pubblico, incrociamo le dita. L’importante comunque è non tradire se stessi. Noi viviamo ogni lavoro come un punto di partenza. Questa esperienza ci è piaciuta. Se faremo un altro film? Perchè no, anche se ormai ci manca solo cantare per completare l’opera. Saremo grati a vita a chi ha partecipato (Aldo Baglio, Francesco Paolantoni, Vincenzo Salemme e tanti altri). Per convincerli è bastato spedire a tutti la sceneggiatura”.

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo
Maria Di Biase e Corrado Nuzzo

Il ruolo di Cristel Caccetta

Maria Di Biase e Corrado Nuzzo infine hanno parlato di Cristel Caccetta, credibile e gradevole nei panni della figlia Lorenza. “E’ un’attrice pronta. Non era facile il suo ruolo da coprotagonista ma ci è piaciuta fin da subito. Già ai provini avevamo capito che era perfetta per la parte, così come Gabriele Dentoni“. Citando ‘Notting Hill’, surreale ma bello.