Marco Castelnuovo è un giornalista, attualmente nella redazione del “Corriere della Sera”, conosciuto su Twitter con lo pseudonimo di “@CheDisagio”, un nickname nato per caso.

Marco Castelnuovo – Su Twitter dal 2009

Sono ormai passati sette anni dal momento in cui Castelnuovo ha deciso di creare un account su Twitter, il social network conosciuto per l’immediatezza dei post pubblicati. L’uomo, come ogni operatore della comunicazione, era affascinato dal mondo dei social network ed era così desideroso di saperne di più. Difficile dimenticare per lui il suo primo tweet, datato 22 maggio 2010, giorno in cui l’Inter, squadra di cui è tifoso, conquista il “triplete”.

Al momento della creazione dell’account, però, il giornalista ha a che fare sin da subito con un piccolo inconveniente. Lui, infatti, desiderava inserire il suo nome e cognome, ma entrambi erano ritenuti troppo lunghi. A quel punto è venuto quasi naturale esclamare “Che Disagio!”, un’espressione da lui spesso utilizzata per esprimere un disappunto. Da qui il suo attuale nickname, diventato in breve tempo popolare in rete.

Marco Castelnuovo – I tweet per comunicare con gli altri

In breve tempo scrivere su Twitter giornalmente è diventa un’operazione ormai consolidata. A differenza di altri colleghi, però, lui non ritiene il social network una vetrina. Nè un modo per farsi conoscere a livello professionale. E’ difficile, infatti, trovare sul suo profilo tweet derivati dal suo giornale. Lui, infatti, preferisce piuttosto utilizzare l’account per parlare di notizie ritenute rilevanti.

Impossibile comunque negare per chi fa il suo lavoro la rilevanza che può assumere un commento pubblicato sui social. La spontaneità continua però a essere una dote che lo contraddistingue e che lo ha portato a essere così popolare.

Marco Castelnuovo – Twitter a servizio degli altri

Anche persone meno influenti rispetto a Castelnuovo sono ormai dipendenti da Twitter. Lo scopo che lui si prefigge quando twitta è però innanzitutto dare un servizio alla popolazione. Il social, però, deve essere vissuto innanzitutto come un modo per confrontarsi con gli altri, oltre che per lanciare alcune news analysis e avviare una riflessione su quello che accade.

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