I fan di Luciano Ligabue sono in trepidante attesa per “Made in Italy”, il nuovo film del cantante (ma in questo caso anche e soprattutto regista) emiliano. Uscirà al cinema giovedì 25 gennaio, ma noi abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in anteprima, all’Anteo Spazio Cinema di Milano.

Made in Italy, la trama del film

Con “Made in Italy” Ligabue, regista e sceneggiatore del film, oltre che ovviamente autore delle musiche, racconta la storia di Riko (interpretato da Stefano Accorsi). Si tratta di un uomo comune alle prese con le difficoltà della vita, tra moglie (Kasia Smutniak) e lavoro. In 104′ la sua esistenza viene stravolta da continui colpi di scena (forse troppi) che ne cambiano l’umore e lo costringono a ricostruire di volta in volta il suo destino.

Stefano Accorsi e Kasia Smutniak

I due attori protagonisti, chiamati ad una prova per nulla semplice, sono perfetti nell’esprimere i sentimenti delle varie situazioni in cui vengono coinvolti, passando rapidamente da momenti di grande felicità ad altri di puro sconforto. Accorsi in particolare interpreta in modo molto convincente un uomo generoso ma perennemente indeciso di cui è facile capire i patemi.

La regia di Luciano Ligabue

A vent’anni dal debutto con “Radiofreccia” e a sedici dalla sua seconda opera “Da zero a dieci”, Luciano Ligabue torna a vestire per la terza volta i panni del regista. “L’ho fatto – ha spiegato – per una storia che ho creduto valesse la pena raccontare. Un sentimento (l’amore frustrato per il nostro Paese) che da circa dieci anni provo a esprimere in qualche canzone. In questo film poteva essere raccontato da qualcuno (Riko) che, avendo meno privilegi di me, mi sembrava avesse ancora più diritto a provarlo”.

Considerazioni finali

“Made in Italy” è sicuramente un film con un soggetto, risalente a sedici anni fa ma sempre attuale, che offre molti spunti di riflessione. Una buona idea è quella di sospendere il giudizio, fino a quando non lo si sia analizzato più a fondo, anche a freddo. L’altalena di emozioni, dei protagonisti ma conseguentemente dello spettatore, può lasciare perplessi per la sua repentinità. Il finale però riporta dolcemente coi piedi per terra, senza che nulla di quanto accaduto sia volato via.