Pochi artisti hanno rappresentato l’eccellenza italiana in campo artistico come Luciano Pavarotti. Nato a Modena il 12 ottobre 1935, la passione musicale gli viene trasmessa da giovanissimo dal padre Fernando, membro di una piccolo gruppo di coristi non professionisti, la “Corale Gioachino Rossini” di Modena. Pur dotato sin dagli inizi di un talento straordinario, da adolescente si iscrive all’Istituto magistrale di Modena, prima di insegnare educazione fisica per due anni nelle classi elementari . L’amore per la musica non viene però mai messo da parte, ma alimentato con gli studi dal tenore Arrigo Pola e, una volta quest’ultimo trasferitosi in Giappone, continuato tre anni dopo con il maestro Ettore Campogalliani.

Il vero debutto avviene il 29 aprile 1961 quando, ventiseienne, vince il Concorso internazionale “Achille Peri” all’interno del Teatro Municipale di Reggio Emilia nei panni di Rodolfo in La Bohème di Giacomo Puccini. La stessa opera gli permette di esibirsi in numerose platee, anche al di fuori dei confini italiani e nel 1965, oltre che al prestigioso Teatro alla Scala di Milano, esordisce in territorio americano (come Edgardo nella “Lucia di Lammermoor” insieme a Joan Sutherland), dove ottiene la definitiva consacrazione nel 1972.

Il 17 febbraio Pavarotti entra infatti nel mito con la produzione de “La Figlia del Reggimento” al Metropolitan Opera di New York, dove il pubblico, impazzito per la sua esibizione, invita l’apertura del sipario per ben 17 volte. Il successo è talmente grande che le sue recite lo vedono pure coinvolto in piazze e parchi, pronte a radunare migliaia di persone. Un’autentica rivoluzione a cui segue, nel 1990, la formazione de “I tre tenori” insieme ai spagnoli Placido Domingo e José Carreras. Una collaborazione nata alla vigilia dell’imminente finale dei Mondiali di calcio e che porta i tre tenori a incredibili riscontri commerciali di concerti e vendite di cd.

Affetto che viene contraccambiato con l’organizzazione di eventi quali la Pavarotti & Friends, concerto annuale tenuto nella città natale, pronta a ospitare dal 1992 al 2003 i migliori artisti musicali con i fondi raccolti per progetti filantropici. A chiusura di una meravigliosa carriera l’addio ufficiale alle scene nel 2004, nonostante la partecipazione nel 2006 alla spettacolo di apertura dei giochi invernali di Torino. Il 4 settembre 2007 il riconoscimento da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali per l’eccellenza nella cultura, due giorni prima della sua triste scomparsa, in seguito al tumore al pancreas.

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